La vita non contempla la guerra

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bambini#everychildismychild: sembra tutto ridotto ad un hashtag l’indignazione sui social per gli attacchi in Siria. Ma dietro quell’hashtag c’è un mondo vero, reale, che protesta e che non si sente rappresentato da quei poteri che in nome di chi sa che cosa decidono delle vite di bambini innocenti. Io in Siria ci sono stato e quel popolo ho imparato a conoscerlo e ad apprezzarlo. Ho visto gli occhi delle mamme che portavano i loro bambini in ospedale dove un manipolo di uomini e donne cercavano disperatamente di tenerli in vita. Ho assistito alle grida di una madre nel vedere il figlio che lentamente si spegneva perché era finito l’ossigeno grazie all’embargo sui medicinali voluto dall’Occidente.

FOTO INEDITE (ATTENZIONE! IMMAGINI FORTI)

Sono stato vicino ad Aleppo nei giorni in cui veniva distrutto l’ospedale e venivano uccisi bambini e donne innocenti. Ho fotografato e visto immagini in diretta dove miliziani dell’Isis si prendevano gioco con i corpi dei bambini morti. Sono immagini da mostrare. Devono creare sdegno, orrore come quella del piccolo Aylan morto sulla spiaggia di Bodrum mentre cercava di raggiungere la libertà scappando dalla guerra. Ognuno di questi bambini potrebbe essere il nostro e così dobbiamo comportarci, come se fosse in gioco la vita più prossima di chi è a noi vicino. Ai profeti della guerra farei solo una domanda:”Ma se Aylan fosse stato vostro figlio?”.

Attenzione, in allegato a questo articolo abbiamo deciso di pubblicare una gallery con immagini molto forti, realizzate dal direttore de Il Giornale OFF Giovanni Terzi, per contribuire a lanciare un messaggio contro questa guerra che continua a provocare troppi morti innocenti.