Il marmo che guarda le stelle, Michelangelo Galliani alla Specola

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Michelangelo Galliani in mostra a Verbania con Astrale
Landscape, 2020 Carrara statuary marble, stainless steel 110 x 55 x 6 cm 43.31 x 21.65 x 2.36 in

C’è un filo invisibile, eppure solidissimo, che unisce la terra profonda all’infinito celeste, l’archetipo classico alla vertigine della modernità scientifica. Questo legame si fa materia viva e pulsante in Astrale, la mostra personale dello scultore Michelangelo Galliani, ospitata dal 27 giugno al 30 agosto 2026 nella suggestiva cornice della Specola (ex Osservatorio Astronomico) e dell’Archivio di Stato di Verbania Pallanza.

L’esposizione, a cura di Vera Agosti, si muove perfettamente in sintonia con l’identità profonda di un luogo d’eccezione. La Specola, nata per scrutare i segreti del firmamento e oggi riconvertita in avamposto per l’arte contemporanea, diventa il teatro ideale per l’opera di Galliani. Come sottolinea Vera Agosti, l’artista ci lancia un monito poetico e potente: non dimenticare mai di alzare gli occhi al cielo, di guardare in alto, sottraendoci per un attimo alla frenesia orizzontale dei nostri giorni per riscoprire il mistero di ciò che è infinitamente più grande di noi.

In Nebula, il pregiatissimo marmo statuario di Carrara si piega a un lirismo inedito, riproducendo la complessa trama di una nebulosa interstellare catturata dal telescopio Hubble: una perfetta fusione in cui la suggestione di un materiale antico e nobile si mette al servizio delle più recenti scoperte scientifiche. Sulla stessa lunghezza d’onda si attesta Landscape, una rilettura contemporanea dei polittici lignei medievali dove le venature e i bassorilievi marmorei evocano le linee sinuose e senza tempo della natura.

Ma il viaggio di Galliani tocca anche la verticalità e il frammento storico. In Cartolina da Istanbul, un’alta colonna di bronzo che richiama i fasti architettonici bizantini e ottomani si spezza poggiando su un frammento di volto in marmo nero adagiato su acciaio inox. È l’asse del mondo che si rompe, il dialogo perenne tra ascesa e caduta, tra la purezza del mito e la fredda lucentezza dell’acciaio contemporaneo.

Docente all’Accademia di Urbino e già protagonista alla Biennale di Venezia nel 2022, Michelangelo Galliani è scultore “a tutto tondo”, capace di dominare la durezza del marmo per estrarne visioni cosmiche. Una mostra  resa possibile dalla sinergia tra istituzioni pubbliche e le professionalità di Cris Contini Contemporary e Galleria Giovanni Bonelli, per chi vuole riscoprire la scultura non come sterile esercizio accademico, ma come autentica epifania spirituale e d’identità. 

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