Esiste un legame sotterraneo, quasi ancestrale, che unisce l’identità profonda di un territorio alla capacità dell’arte contemporanea di risvegliarne la memoria. Quando la ricerca estetica incontra le pratiche della convivialità, l’esperienza culturale smette di essere pura contemplazione e diventa dinamica comunitaria. È questo il cuore pulsante di “Piatto DiVino”, l’ambizioso progetto site-specific di arte relazionale e rigenerazione urbana che prenderà vita nel suggestivo borgo toscano di Terricciola (PI) il prossimo giovedì 16 luglio 2026, a partire dalle ore 19.30.
Promossa dall’Associazione Rivoli2.0 — guidata da Nicoletta Castellaneta e curata insieme ad Alberto Mugnaini —, l’iniziativa dimostra come la cultura possa trasformarsi in un motore concreto di coesione sociale e innovazione territoriale. L’evento si articolerà attorno a una lunga installazione comunitaria: una tavolata collettiva allestita all’ombra della storica chiesa di San Donato, dove residenti, visitatori e appassionati si ritroveranno uniti in un vero e proprio gesto estetico.
La ceramica come narrazione del territorio
Il fulcro visivo e concettuale dell’operazione è affidato a Vanni Cuoghi, una delle voci più originali e internazionalmente riconosciute della pittura italiana contemporanea (già protagonista alla Biennale di Venezia e in prestigiose fiere come Frieze a Londra). Per Terricciola, Cuoghi ha ideato una serie di piatti d’artista in edizione limitata, realizzati in ceramica, che reinterpretano la memoria iconografica locale.
«L’iconografia che ho scelto di utilizzare per la progettazione della decorazione del piatto è mutuata dalle porcellane del Sei-Settecento», ha spiegato l’artista. «L’immagine rappresenta un viaggiatore che, attraverso gli ingredienti del piatto ‘nazionale’ toscano – la ribollita – arriva a Terricciola. Il colore scelto è il rosso che rimanda, in modo subliminale, al vino prodotto in loco. Ogni pietanza legata a una tradizione diventa un luogo narrativo in cui si intrecciano ricordi, emozioni e immaginazioni».
Rigenerazione urbana e convivialità
L’intervento trasforma i vicoli e i sampietrini del borgo medievale in un museo a cielo aperto, amplificato per l’occasione dal sound design di Effepi Music e dai sapori tipici proposti dal ristorante Il Tino da Roberta. Sostenuto dal Comune di Terricciola e dal Ccn locale, il progetto rivendica il valore politico e sociale del fare arte oggi.
Come sottolineato dal sindaco Matteo Arcenni, si tratta di un invito a vivere il territorio in modo nuovo, riscoprendo la bellezza della condivisione. In un’epoca di fruizione digitale e distratta, “Piatto DiVino” ci ricorda che l’arte più autentica è quella che si fa esperienza viva, capace di restituire centralità alla provincia e alla sua storia.













