Torna l’appuntamento settimanale con “Imparare a guardare”, la rubrica d’autore firmata per Il Giornale OFF dal maestro Karam Cannarella. Un viaggio intimo tra pittura e memoria per imparare a rallentare lo sguardo e riscoprire l’invisibile che ci circonda.
Viviamo circondati da immagini. Le scorriamo sui telefoni, le incrociamo per strada, le dimentichiamo pochi istanti dopo. Eppure le immagini che rimangono dentro di noi non sono necessariamente le più spettacolari. Sono quelle che abbiamo davvero imparato a guardare.
Guardare non significa semplicemente vedere. Vedere è un gesto automatico; guardare è una scelta. Richiede tempo, silenzio e disponibilità a lasciarsi sorprendere.
Molte delle mie opere non nascono davanti a una tela, ma molto prima. Nascono da una porta socchiusa, da una sedia rimasta vuota, da un muro consumato dal tempo, da una luce che entra in una stanza. Sono dettagli che quasi tutti ignorano, ma che custodiscono una storia.
L’artista non inventa il mondo: lo ascolta. Cerca ciò che resta quando il rumore si allontana. In quel momento un luogo diventa memoria, un oggetto diventa presenza e un’assenza comincia a parlare.
Vi propongo un piccolo esercizio. Fermatevi per qualche minuto in un luogo che conoscete bene. Non cercate qualcosa di straordinario. Osservate la luce, le ombre, le tracce lasciate dal tempo. Chiedetevi quale storia raccontano.
Forse scoprirete che le immagini più profonde non sono quelle che cercano di colpirci, ma quelle che ci aspettano pazientemente, fino a quando impariamo davvero a guardarle.












