Arte e design, oggi il futuro passa dal saper fare

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Foto di Vooglam Eyewear su Unsplash

Arte e design nell’epoca della complessità creativa

Le relazioni tra arte e design non sono mai state così articolate, mobili e difficili da ricondurre a schemi tradizionali. È da questa constatazione che prende avvio Sia arte che design. Note per il “fatto a mano” contemporaneo, il nuovo libro di Gianluca Sgalippa pubblicato da Maggioli, un saggio che esplora le connessioni tra le due discipline all’interno di uno scenario culturale dominato dalla complessità creativa.

Al centro della riflessione emerge il ruolo dell’artigianato, individuato dall’autore come il principale terreno di sperimentazione e confronto tra linguaggi apparentemente distinti ma sempre più vicini. Arte e design, infatti, condividono oggi una medesima piattaforma di riferimenti estetici, strumenti tecnici e processi inventivi, in un contesto caratterizzato da un pluralismo espressivo pressoché infinito.

La presentazione a Milano

Questa visione è stata al centro della presentazione del volume, ospitata il 18 maggio presso lo showroom Comfort Office di Milano. A discuterne insieme all’autore sono stati Francesco Zurlo, preside della Scuola di Design del Politecnico di Milano, Jacqueline Ceresoli, critica d’arte e docente dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, e Damiano Gullì, curatore per l’arte contemporanea della Triennale di Milano.

Il confronto ha evidenziato la necessità di superare categorie ormai inadeguate come “arti applicate” e “artigianato artistico”, termini che rischiano di ridurre la complessità dei processi creativi contemporanei e delle nuove forme di produzione culturale.

Oltre le contaminazioni tra discipline

L’obiettivo di Sgalippa non è limitarsi a descrivere le interferenze dirette tra arte e design. L’analisi, sviluppata attraverso un approccio fenomenologico, si concentra piuttosto sul vasto ecosistema di suggestioni, pratiche e possibilità operative nel quale entrambe le discipline si muovono oggi in condizioni di sostanziale parità.

In questo spazio aperto, libero dai tradizionali condizionamenti accademici, si sviluppa un panorama creativo variabile, discontinuo, polimorfo ed entropico, alimentato da una comune materia inventiva. La progettualità contemporanea non procede più secondo percorsi lineari e sistematici: arte e design possono generare contaminazioni formali, osmosi concettuali e dialoghi figurativi, ma soprattutto condividono uno stesso orizzonte culturale.

L’artigianato come luogo di incontro

Il principale punto di convergenza tra arte e design è individuato nell’artigianato contemporaneo. Non però nell’accezione tradizionale del termine, legata a pratiche manuali del passato, bensì in una dimensione evoluta, capace di integrare cultura progettuale, innovazione tecnologica e ricerca estetica.

Secondo l’autore, il concetto di “fatto a mano” deve essere interpretato oggi come espressione di un pensiero multidimensionale, sostenuto da competenze tecniche avanzate e da strumenti sempre più performanti. Il valore del saper fare resta dunque centrale, diventando il denominatore comune che accomuna arte, design e artigianato contemporaneo.

Dal progetto alla creazione

Un altro nodo fondamentale affrontato nel volume riguarda il significato stesso di “progetto” e “opera”. Per Sgalippa, entrambe le nozioni tendono oggi a convergere nel concetto più ampio di “creazione”, poiché nascono dall’interazione simultanea tra razionalità e intuizione.

Si tratta di una prospettiva multifocale, priva di recinzioni disciplinari rigide, nella quale il processo creativo assume una natura organica e trasversale. In questa chiave, il design non coincide più esclusivamente con il tradizionale disegno industriale, ma trova nell’artigianato contemporaneo un luogo privilegiato di confronto e sperimentazione.

La connessione tra arte e design, conclude l’autore, non si realizza soltanto attraverso contaminazioni dirette o trasferimenti meccanici di linguaggi e tecniche. Nasce piuttosto dall’esplorazione di condizioni complesse, alchemiche e imprevedibili, lontane da qualsiasi percorso rettilineo e coerente, ma proprio per questo capaci di interpretare la ricchezza della contemporaneità.

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