“Tornate all’antico e sarà un progresso” era questa la frase che il maestro Giuseppe Verdi solitamente diceva alla fine dell’ottocento ai suoi amici. Una frase apparentemente provocatoria che, in realtà,
contiene grandi verità. Un esempio è di questi mesi per chi ha avuto la fortuna di visitare la mostra “TV 70 Francesco Vezzoli guarda la Rai” aperta fino al 29 settembre alla Fondazione Prada. Una mostra che narra non sempre in modo analitico ma emozionale gli anni ruggenti della nostra televisione pubblica fatta di racconti e d’insegnamenti, di maestria e alta professionalità. Una televisione capace sia di intrattenere essendo popolare ma anche capace di diventare didattica combattendo anche l’analfabetismo dall’altra. Vezzoli scompone ed interpreta quel periodo storico fatto di passioni e speranze e lo fa con la sensibilità dell’artista autentico. Termina la mostra ed un sapore amaro ti rimane in bocca; il confronto con certa televisione contemporanea è impietoso e come dice Lucio Presta “una volta c’erano persone che facevano la tv, oggi ci sono persone che ci vanno”. Ma allora forse aveva ancora ragione Giuseppe Verdi e l’unica cosa che ci rimane da sperare è quella di un ritorno al passato per essere moderni ?











