Caruso, e gli altri sinistroni all’Università

20
caruso rilancio
Francesco Caruso

Le loro leggi hanno armato le mani dei padroni, per permettere loro di precarizzare e sfruttare con maggior intensità la forza-lavoro e incrementare in tal modo i loro profitti, a discapito della qualità e della sicurezza del lavoro”. Così parlò Francesco Caruso nel 2007. Chi può dimenticare l’accanito attivista No-Global, auto definitosi nel 2008 “disobbediente a tempo pieno”. E’ nitido il ricordo di quando, parlando a proposito di due giovani morti sul lavoro a Mugnano e Bolzano, per poco non diede degli assassini a Marco Biagi – giuslavorista e docente universitario ucciso nel 2002 dalle Nuove Brigate Rosse – e Tiziano Treu e di quando cercò, in fretta e furia, di correggersi ammettendo: “Non credo che siano Treu e Biagi gli assassini. Credo che le loro leggi siano servite e siano state utilizzate da veri e propri assassini”.

Sguardo cupo, forte cadenza calabrese ed un passato turbolento forse da dimenticare, anzi, già dimenticato. Talmente caduto nell’oblio al punto che Caruso comincerà domani le sue lezioni all’Università “Magna Grecia” di Catanzaro. Insegnerà “Sociologia dell’ambiente e del territorio”. Francesco Caruso, un curriculum di “tutto rispetto”. Esponente del Movimento No-Global al Sud, Deputato della Repubblica, dal 2006 al 2008, tra le fila di Rifondazione Comunista, ha fatto della disobbedienza sociale la battaglia della vita. Dalle canne alla Camera dei Deputati, dalle occupazioni abusive ad una cattedra universitaria, il Professor Caruso in vita sua non si è fatto mancare proprio niente.

Durissime le polemiche sulla vicenda. Ma quello dell’ex No-Global non è un caso di isolata indecenza. La liason tra gli ex ragazzacci della sinistra oltranzista dalle mani svelte, e le università, il sistema formativo è una storia lunga.

Refugium Peccatorum. Quale sia il moto culturale e discrezionale con cui spesso gli atenei nostrani scelgano tali testimonial d’eccezione, come questi possano essere un prezioso contributo formativo, non è dato saperlo. Come chi ha sostenuto, ognuno a suo modo, uno scontro costante e pericoloso con le istituzioni possa essere una colonna del dibattito attuale ed un esempio da replicare, è un vero mistero. Non è chiaro l’incipit etico, deontologico con cui nelle università ancora si scelga di dare voce, con gli onori del caso, a certi personaggi, laddove la cultura apre la mente ed i principi di civiltà vanno delineandosi.

Dai meandri del sessantotto risuonano più volte le campane a morto per la meritocrazia e la dignità culturale. L’epopea dei cattivi maestri, tra cattedre e partecipazioni, prosegue.

Nel 2012 è la volta di un antesignano della lotta armata proletaria, Renato Curcio cofondatore delle Brigate Rosse. Una lunga storia di eversione e condanne alle spalle. Anche lui ed il suo curriculum di “lotta”, entrano nel mondo universitario dalla porta principale. Dal 2012, infatti, l’ex brigatista fu docente, titolare di un “corso di formazione su sfruttamento e sofferenza lavorativa” all’Università di Bologna. Già nel 2007, Curcio salì in cattedra con una lezione sulla “precarietà nel centro sociale occupato Crash”

Poi, Enrico Fenzi, ex terrorista classe ’39, nel ’79 aderì alle Brigate Rosse genovesi. Di recente insegnante presso l’Universidad Autonoma di Barcellona, insegnò in passato, Letteratura Italiana all’Università di Genova dove nel 2011, tra onori dichiarati e polemiche, fu invitato a tenere una lezione dal titolo “Petrarca tra Genova e Venezia”, essendo considerato uno dei maggiori studiosi del poeta aretino e di Dante.

Ha tentato la “carriera” anche Valerio Morucci che nel suo peregrinare da esponente di spicco della colonna romana delle Br e sequestratore dell’allora Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, tra una scorribanda ed un comunicato di rivendicazione, tentò di diventare professore per un giorno ma gli fu negato. Ad invitare  l’ex terrorista alla “Sapienza” di Roma nel 2009 fu Giorgio Mariani, professore di letteratura angloamericana, che aveva chiesto a Morucci di parlare agli studenti sul tema “Cultura, violenza e memoria”. L’evento crollò sotto un fiume in piena di polemiche e fu annullato. Lo stesso Mariani fu costretto a chiarirsi: “Mi scuso della leggerezza di aver chiesto alla nostra collaboratrice di spedire l´invito, senza spiegare la natura e il contesto dell´incontro con Morucci […]Vorremmo solo far spiegare a uno che ha commesso tragici errori, che la scorciatoia della violenza è sempre e comunque sbagliata”. Come se si avesse bisogno della deposizione storica di un ex-brigatista per saperlo.

Valerio Morucci al processo Moro
Valerio Morucci al processo Moro

Rigurgiti di un’egemonia culturale che tiene in vita un passato decisamente poco nobile per amplificarsi e legittimarsi ancora oggi. Come se il fascino delle scorribande di quegli anni, il dramma delle morti, delle terribili conseguenze che portano con sé non fosse già abbastanza. Il cammino dei riciclati, ripescati dalla lotta armata, dalla sovversione, dalle barricate allo Stato, dalla contrapposizione all’istituzione e dalla “disobbedienza sociale”, prosegue imperterrito da ormai troppi anni nei luoghi della cultura che forma con la qualità e l’esempio. Eppure viene spontaneo chiedersi come tutto questo sia stato legittimo, che senso abbia questa riesumazione. Non possiamo non concordare con le parole di Lorenzo Conti, figlio dell’ex sindaco di Firenze Lando Conti ucciso dalle Br nel 1986, in una lettera per il 33esimo anniversario della strage di Bologna: “Non posso dirVi cosa provo nel vedere invece tanti ex terroristi assunti dallo Stato a fare i Professori universitari, dipendenti comunali, dipendenti musei e addirittura alla RAI”

20 Commenti

  1. L’indottrinamento nelle istituzioni scolastiche era stato teorizzato dai comunisti ancora prima della seconda guerra mondiale, è cosa nota. @Mauro lo conferma chiaramente citando il suo professore di filosofia. Comunque è sufficiente dare un’occhiata ai libri di testo scolastici per comprendere come l’indottrinamento cominci già dalle elementari. Figurarsi all’Università! Il vecchio PCI, con il suo sistema di indottrinamento, ci ha regalato generazioni di capre dal pensiero unico, persone incapaci di ragionare e avere idee proprie, ma che si credono intellettualmente superiori con qualche citazione presa qua e là. Eppure un tempo il PCI aveva come valori l’anticonformismo, oppure il garantismo o il sionismo… oggi sono conformisti, forcaioli e antisemiti, facciamocene una ragione 🙂

    • Cara Lisa,

      riprendendo il filo del tuo ragionamento, l’indottrinamento scolastico allora viene confermato anche da quanto espresso dal sig. Crespi in risposta al mio commento. Hai forse voluto omettere questo dettaglio perchè riferito “all’altra parte” politica?
      Poi vorrei farti solo un’ultima osservazione: il PCI aveva tra i suoi valori il sionismo? E ancora, oggi (sic!) “sono” (immagino i vetero PCI ) antisemiti? Potresti gentilmente argomentare meglio queste tue dichiarazioni?
      Un caro saluto,

      m.

      • E cosa dovrei argomentare esattamente? Suppongo che tu sia un grande studioso della storia per sapere che il PCI era sionista e che per merito dell’Unione Sovietica passò la risoluzione 181 del 1947 dell’ONU. Essendo che la guerra fredda si svolse prevalentemente in medio oriente e che Israele divenne alleato degli Stati Uniti, l’Unione Sovietica decise di appoggiare Arafat e tutti i comunisti al di fuori della Russia si accodarono, italiani inclusi. Da quel momento la sinistra da filoisraeliana divenne antisemita, ma guai a dirlo, perché i comunisti si offendono, loro vogliono essere chiamati antisionisti senza rendersi conto dell’odio viscerale antiebraico che emanano da ogni poro della pelle. Comunque nessun problema, sono abituatissima a sentire capovolgere la storia dai sinistri i quali, in malafede, si inventano fandonie per screditare il popolo ebraico. Per quanto mi riguarda è anche colpa loro, oltre che dei razzisti islamisti, se oggi assistiamo a stragi di ebrei anche in Europa. La sinistra di oggi è irragionevole mi verrebbe da dire al grande filosofo che hai avuto come docente, una sinistra che ha voltato le spalle ai suoi principi. Io sono liberale, ma un tempo rispettavo chi stava dalla parte degli “ultimi”, oggi mi viene la nausea a vedere che questa sinistra finge di stare dalla parte degli ultimi, perché in realtà sta sempre dalla parte dei primi.

        • Cara Lisa,

          ti ringrazio per la replica. Mi sento in dovere però di ribattere su alcuni punti. Mi sembra che tu faccia un po’ di confusione citando risoluzioni ONU e l’Unione Sovietica (spettro ahimè sempre presente nei tentativi di dibattiti con persone che si definiscono “liberali”). L’ antisemitismo di cui parli non trova riscontri, soprattutto nel momento in cui commetti l’errore gravissimo di accostarvi l’antisionismo, semplificando il tutto con il “vogliono farsi chiamare” in un certo mondo, “ma in fondo sono”. E posso argomentare questo aspetto facendoti notare che il fatto che tu reputi antisemitismo travestito da antisionismo l’appoggiare personaggi come Arafat in nome del principio di autodeterminazione dei popoli all’interno del contesto della questione palestinese rappresenta un fatto gravissimo. Gravissimo perchè così si confondono non solo ideologie ma realtà ben diverse e ben più importanti, non affrontabili in questo genere di spazi. Dispiace solo veramente molto vedere un atteggiamento come il tuo, riduttivo, sommario, un po’ grossolano, se posso permettermi.
          Sul problema dell’identità di questa sinistra, e della relativa perdita della sua identità, perchè un tempo c’è stata anche quella, posso essere d’accordo con te. Ma si tratta di derive purtroppo, assunte da parti ideologiche e politiche che per ragioni “ontologiche” non si sarebbe mai pensato potessero deviare così sensibilmente da quella che era la linea originaria. Se poi però guardiamo a che cosa sia realmente il liberalismo di oggi i contorni sono allo stesso titolo molto poco definiti.
          Un caro saluto,
          m

  2. Nel periodo del bronzo ci sono,un medico,un ingegnere e un cacciatore devonoe sopravvire su un isola e decidere che fare,.’Lngegnere s’mpegna a costruire un ricovero ,il cacciatore a procurarsi il cibo,e…..il filosofo dice che deve …devo pensare.Passa un giorno,due e…..allla fine…gli chiedono ahoooo…tu mangni e dormi che aspettiamo che …ci gonfi le &alle.

  3. Nel periodo del bronzo ci sono,un medico,un ingegnere e un cacciatore devonoe sopravvire su un isola e decidere che fare,.’Lngegnere s’mpegna a costruire un ricovero ,il cacciatore a procurarsi il cibo,e…..il filosofo dice che deve …devo pensare.Passa un giorno,due e…..allla fine…gli chiedono ahoooo…tu mangni e dormi che aspettiamo che …ci gonfi le &alle.

  4. Quando potremo vedere sulla cattedra della facoltà di filosofia l’imam di Milano Abu Omar?

  5. Quando potremo vedere sulla cattedra della facoltà di filosofia dell’imam di Milano Abu Omar?

  6. Che un no global riconosciuto, sia pure onorevole della repubblica, anche se sarebbe meglio dire “disonorevole”, possa essere assunto in un’università ad insegnare le sue idiozie a giovani inesperti, è non solo una vergogna ma è indice della dissoluzione dei reali valori dell’insegnamento!!!
    Questo dovrebbe andare in galera, altro che insegnare in una università!!!!!

  7. il reale valore scientifico della persona non si misura con la sua appartenenza politica. Posso capire che a voi gente di destra possa rodere in un certo modo, mancando storicamente dalla vostra “parte” una componente intellettuale e critica all’altezza di quella dei “nemici rossi”, ma ormai siete ridotti al mangiarvi il fegato per invidie e frustrazione. Avevo un insegnante al liceo, insegnava filosofia e storia, un giorno mi disse: “qualunque siano le idee di qualcuno, nessuno oggi può essere ragionevolmente di destra”. Ho sempre inteso quell’avverbio in senso di “dotato di ragione”, “raziocinio”. Ancora oggi, quella frase è stata il più valido insegnamento della mia vita. Saluti.

    • Caro Mauro, al liceo un professore di filosofia mi disse che oggi nessuno ragionevolmente dovrebbe essere di sinistra.
      Ho ragionato molto su quell’avverbio. Forse più di te. E ho studiato molto, forse più di Caruso.
      Con ragionevolmente si intende come dici tu “con raziocinio”, cioè usando la ragione. Per chi usa la ragione determinante dovrebbe essere il “principio di realtà”, poiché se la ragione ragiona davvero lo fa sulla realtà (non sull’impossibile), non prescindendo da essa, e se la realtà non si adegua alla ragione significa che è la ragione ad avere sbagliato e non viceversa. Detto questo che è difficilmente opinabile, altrimenti ragionare con ragione significherebbe sragionare, la sinistra pensa che la realtà debba piegarsi all’ideale, mentre io che sono un liberale (di destra) penso che il mio pensiero debba adeguarsi al reale. E quando sbaglio lo dico, anzi il mio ragionamento prosegue per successive falsificazioni, mai mettendo l’ideale sopra la realtà. Pensaci bene.
      Per quanto riguarda Caruso, egli è un epifenomeno. Difficile pensare che l’intelloigenzia di destra – sempre che ce ne sia una – debba confrontarsi con un nemico così minuscolo, dal punto di vista intellettuale.
      Più in generale, se pensi al Novecento ti accorgi che i più grandi filosofi, storici, politologi, scrittori e poeti sono stati di Destra o comunque non di sinistra. Il più grande filosofo è stato Heidegger, chiedilo a Cacciari se vuoi. In Italia Gentile e Croce. Il più grande politologo è stato Carl Schmitt. Il più grande storico, in Italia, è stato De Felice. Il pià grande poeta è stato Pound, o TS Eliot, o RM Rilke. Il più grande sociologo Pareto. Il più grande scrittore Mann. Il più grande giornalista Montanelli…
      Puoi farmi una lista di quelli di sinistra paragonabili?

      • Caro Angelo,

        ti ringrazio sinceramente per le osservazioni, intelligenti e argomentabili.
        Vorrei poter aprire una discussione circa i rapporti con e tra ideale – reale, purtroppo ritengo questa sede inadeguata, mi limito solo a dirti che penso vi siano delle stratificazioni più complesse tra queste due categorie. Relativamente a quanto espresso in questo post, la mia posizione è fortemente contraria al tono usato da chi lo ha redatto e al modo in cui si è voluto trattare l’argomento del poltronismo universitario, ben più serio rispetto a quanto presentato in questo intervento. Penso che Caruso venga attaccato e demonizzato più per l’attaccamento all’ideale in cui si riconosce che per la cattedra di cui è titolare. Penso che utilizzare espressioni come “rigurgiti di un’egemonia culturale” svii e di molto il reale punto focale di una qualsivoglia discussione, in questo modo compromessa da un’evidente pregiudiziale ostile squisitamente “politica”. Richiamare l’esempio di Fenzi a questo punto risuona semplicemente di stanca e ormai blanda polemica verso ciò che certi uomini sono stati quarant’anni fa. E io sono stato allievo di Fenzi e lo conosco personalmente, dal momento che vivo nella sua stessa città.
        Concludo con alcuni nomi, come da tua richiesta: Marquez, Mutis, Gurevic, Curtius, Jesi, Hobsbawm, Le Goff, Dumezil, Blecua, Ansaldo (Giovanni), Zanzotto, Grisward. Per rimanere nell’ambito cronologico contemporaneo che è quello che a noi dovrebbe interessare.
        Un caro saluto,
        m.

        • E’ semplicemente raccapricciante che un docente dica una cosa simile. La scuola, come l’università, dovrebbe insegnare innanzitutto a ragionare con la propria testa. Questa è la dimostrazione che l’articolo è pertinente assai e che nelle istituzioni scolastica si pratica l’indottrinamento.

  8. I Gangli dell’asservimento culturale all’ideologia predominante “COMUNISTA”dal 1945 si riverbera nella sccieta’italica come un CANCRO, a cui non si riesce a dare la sua dimensione rigenerativa nel passare degli anni.
    La CELLULA PCI che si è rigenerata in tanti rivoli ,come PDS DS PD è linfa vitale di corpo “ZOMBIE” DEMOCRATICO CHE VIVE NONOSTANTE LA SUA MALATTIA NON RIESCE AD ESTINGUERSI.

Comments are closed.