I conigli non hanno le ali

0

Una tragicommedia sulla disabilità

di Francesco Sala

L’autore e regista Paolo Civati racconta la storia di una giovane coppia americana che dolorosamente affronta la solitudine, l’isolamento, l’amara accettazione di un figlio con handicap. Un bambino di dieci anni, dalla fisicità immaginata, sembrerebbe gigantesco, forzuto, aggressivo, taciturno, imprevedibile; getta il suo coniglietto dalla finestra dopo avergli infilato un paio di mutande da Superman. I conigli non hanno le ali questo è il titolo di questa tragicommedia vista al Teatro dei Conciatori di Roma e che dall’8 all’11 di ottobre sarà a Lucca presso la Sala affresco di San Micheletto.

L’aggressività incontrollata e colpevolizzante del bambino-gigante viene contemplata dalla coppia in un universo quotidiano che aspirava alla normalità. Cosa vogliono in fondo dei genitori? Cenette frugali spensierate e serene, dormire tranquilli dopo una giornata di duro lavoro, piccoli svaghi da condividere con i piccoli, come i preparativi di una festicciola per i compagni di classe del figlio che però non si presentano: non accettano la diversità. I momenti di condivisione per questo nucleo familiare diventano angoscianti. Una certezza: da questa patologia non si guarisce e si può perdere il controllo. La straziante condizione di Richard e Marianne nella sua brutale banalità, Civati la ambienta in America: riferimenti a Lynch, Cassavetes, o ai racconti di Franzen, sanno di erba tagliata dalla falciatrice, di sciroppo di acero, sembrano appartenete all’omologante America ma sono anche in Italia emergenza sociale. Da citare il libro capolavoro di Gianluca Nicoletti ” una notte ho sognato che parlavi” su come si impara a fare il padre di un figlio autistico. L’angoscia, il turbamento, il quesito di questi genitori- spiega Nicoletti- è il seguente:” questo figlio, fantasioso, iperbolico, con problemi, mi sopravviverà. Come facciamo? Qualcosa ci inventeremo”.

Straordinari gli interpreti: Francesca Ciocchetti e Tommaso Cardarelli, che celando la loro ipertecnica teatrale, conferiscono verità alla loro malinconica avventura. Si esce da teatro con la consapevolezza di aver vissuto una storia vera, odierna, commovente, con numerosi spunti di riflessione.

07/10/14