Figuraccia Muti. Ora, Marino lasci il Campidoglio

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Muti-557x262-carusiAncora una volta Roma e l’Italia sono vittime della dissennatezza di una certa classe dirigente che, puntualmente, le mette alla berlina. Chiediamo dunque le dimissioni immediate del sindaco di Roma, Ignazio Marino, che senza senso del ridicolo anche in questa occasione è riuscito a parlare, ieri, all’unisono col sovrintendente Carlo Fuortes, addirittura di “rilancio e rinnovamento” del Teatro.

E oggi, dichiarando addirittura che non ci sono problemi tra sé e il maestro Muti, dimostra di non capire l’entità del problema: cioè che il padrone di casa (Marino stesso) non riesce a garantire al suo più prezioso ospite la sereneità necessaria di cui ha sacrosantamente bisogno.  Cosa pensare? Forse che faccia loro piacere la rinuncia di Muti? Oppure che davvero, Marino & Co. non capiscano il momento drammatico del teatro lirico italiano?

Ovviamente, da italiano prima naocra che da amico e musicista, non posso che esprimere la vicinanza più affettuosa, grtaa e solidale al maestro Muti e piena comprensione delle ragioni che l’hanno indotto a rinunciare a dirigere Aida e Le nozze di Figaro nella prossima stagione dell’Opera di Roma.

La sofferta decisione del più grande direttore d’orchestra vivente, che tutti sappiamo legatissimo alla propria patria, rappresenta l’ennesimo fallimento del sindaco Marino e della sua intera giunta, ondivaghi fra sconcertante incapacità di agire e palese, sconfortante, inadeguatezza nei confronti di tutto il mondo culturale della Capitale.

Sarebbe bello che tutte le forze politiche e sindacali sane facessero veri passi di serietà per indurre il maestro Muti a tornare sul podio dell’Opera di Roma. Sarebbe bello, ma siamo in Italia…