Immergersi nel jazz con gli World Expansion

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World Expansion alias Lomagistro-Partipilo-Giachino è un trio di nuova formazione, nato da una brillante idea del batterista tarantino, composto da tre musicisti talentuosi, intraprendenti e stilisticamente assai poliedrici. Nasce dall’incontro di due jazzisti pugliesi, Francesco Lomagistro e Gaetano Partipilo, e del pianista jazz piemontese Fabio Giachino. Batterista eclettico, profondo conoscitore del suo strumento, molto richiesto e stimato in qualità di sidemen, nonché leader di diversi suoi progetti, Francesco Lomagistro annovera collaborazioni di primissimo ordine strette nel corso degli anni insieme ad artisti di fama internazionale, come: David Schnitter, Rotem Sivan, Rick Stone, Fabio Morgera, Vito Di Modugno.  Partipilo è un sassofonista assai apprezzato in tutta Italia e non solo, nel corso della sua carriera ha portato avanti famose collaborazioni di assoluto prestigio con musicisti del carico di  Dee Dee Bridgewater, Dave Liebman, Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Dave Binney. Pianista jazz italiano fra i migliori della sua generazione, Fabio Giachino ha condiviso il palco con  molti  musicisti jazz acclamati a livello internazionale, fra cui: Randy Brecker, Dave Liebman, Fabrizio Bosso, Gianluca Petrella, Javier Girotto.  

Siete un trio molto originale che spazia nella musica tra forti sperimentazioni. Cosa potete raccontarci del vostro nuovo progetto?

Nasce dalla voglia di scrivere e suonare musica nuova, esplorando il nuovo e senza dimenticare il vecchio, non ponendosi alcun limite stilistico. Le otto composizioni, tutte originali, sono frutto di una sinergia e, perché no, anche di una disinvolta sfrontatezza e voglia di mettersi sempre in gioco.

Nelle vostre note si mescolano contemporary jazz e progressive jazz per esplorare nuovi paesaggi sonori, pur senza mai accantonare definitivamente lo spirito e la matrice della tradizione jazzistica, lasciando sempre un forte contatto con l’elettronica. Come riuscite a coniare questi diversi mondi?

Siamo da sempre innamorati del jazz e ne abbiamo fatto una scelta per le nostre carriere, ma ognuno di noi proviene da diversi background musicali,  gli stessi che ci permettono di spaziare e di creare una sinergica convivenza fra diversi stili e generi nella nostra musica.

Parlando invece del videoclip del singolo Free, come nasce l’idea di far immergere lo spettatore in un vortice psichedelico, astratto e cartoonesco?

Ci sembravano le immagini più adatte per un brano come Free, tra l’altro punta di diamante dell’album, scelto per l’appunto come singolo. Questo è un brano “strong”, che porta l’ascoltatore un po’ ovunque. C’è il funk, il rock, la classica e ovviamente il jazz, oltre all’idea di associare delle immagini con un contrasto fra astratto e realtà che ci è sembrata la scelta più plausibile.

Nel corso della vostra carriera avete collaborato con grandi artisti stimati in tutto il mondo, ma quali sono i progetti che avete da qui in avanti?

Sicuramente di poter portare World Expansion in giro dal vivo, per poter suonare tutto l’album dal vivo e, per l’anno nuovo, il progetto è quello di iniziare a pensare a un secondo album.