Le buone maniere plurilinguistiche di Filippo Bruschi

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Una poesia provocatoria e pungente quella di Filippo Bruschi, che ha da poco pubblicato la silloge poetica Maniere con la casa editrice Transeuropa, inserita nella collana Nuova Poetica 3.0. Si tratta di 59 pagine, per una raccolta breve, ma in cui emerge con completezza la creativa poetica dello scrittore.

“Milano è assai cafona/ Ferisce la pupilla/ Je mène une belle vie/ À Paris à Paris à Paris/ Allora salta un giro/ Con cautela e opera/ Di lima riavvolgi/ Il nastro l’argentato/ Il nitro pensionato”.

Il gergo quotidiano si sposa con una struttura dove spesso e volentieri viene accolto il plurilinguismo (con parole francesi, inglesi, tedesche, spagnole), per un ritmo volutamente frastagliato, che s’inserisce all’interno di piccoli brani dal sapore ironico.

In certi casi si tratta di strutture grafiche classiche, che in altri frangenti si trasformano in impianti dalle geometrie creative e fantasiose.

A volte il verso lascia spazio alla prosa e l’andamento, in alcune poesie, si fa più lirico, musicale e tradizionale. “Scende la nebbia fuori dai pub/ dove gridano gli uomini bianchi/ oltre la curva oltre la fabbrica/ credo si raggiunga la frontiera”.

Una poesia provocatoria e pungente quella di Filippo Bruschi, che ha da poco pubblicato la silloge poetica Maniere con la casa editrice Transeuropa, inserita nella collana Nuova Poetica 3.0.

È così che vengono creati scenari sociali, con la poesia che si fa portavoce in qualche modo di coloro che sono rimasti soli, degli emarginati, questo sempre attraverso uno stile in qualche modo ermetico, dalle molteplici letture, dove i significati si nascondono dietro un’estetica letteraria sicuramente originale.

Filippo Bruschi è parmigiano, ma vive a Parigi, dove sono uscite altre sue raccolte. Con Maniere, come suggerisce il titolo, oltre alla sostanza l’autore va alla ricerca di una tecnica alternativa, di un nuovo contenitore in grado di accogliere un nuovo contenuto, rappresentato da una contemporaneità che abbisogna di nuovi modi di fare poesia.