Rimini, la città del celeberrimo maestro del cinema. Si alza il sipario sulle celebrazioni felliniane. Sabato 14 Dicembre il sindaco della città Andrea Gnassi ha inaugurato a Castel Sismondo la grande mostra “Fellini 100 genio immortale“.
Un primo evento che apre il centenario di Fellini che nell’anno 2020 vedrà l’apertura del museo internazionale a lui dedicato nel contesto di un ampio calendario celebrativo.
Mgliaia di visitatori, gente comune, conoscitori e appassionati cinefili, nostalgici di un passato di bellezza, innamorati dell’opera e della figura del maestro Federico Felini, critici d’arte internazionali, tra cui il sommo Vittorio Sgarbi, hanno visitato con entusiasmo l’esposizione all’interno del castello.
Sono quattordici le sale del percorso espositivo che raccontano il cinema felliniano dal Libro dei Sogni in digitale alla cartellonistica, con grafiche pubblicitarie originali, costumi, oggetti e documenti inediti legati alla vita del personaggio divenuto mito.
Il pubblico ha apprezzato particolarmente l’installazione dei grandi schermi con la proiezione di pelliccole come Amarcord, le scene ambientate al Grand Hotel Rimini, capolavoro Liberty romagnolo o nei villini di Bellaria per arrivare alla vita in piazza che vede il personaggio della “Gradisca”, celebre icona della primavera riminese.
Amarcord, il film che ha regalato l’infanzia al mondo,. scene di vita ormai lontane, dimensioni di una bella città di provincia, immagini perdute dipinte con maestria, i personaggi visti da vicino. Un viaggio nel Novecento anche per la moda e la tecnologia di quella rivoluzione cinematografica che consacra Fellini e lo colloca sull’Olimpo del cinema
Ci sono taccuini originali sui quali il compositore Nino Rota appuntava le indicazioni del Maestro circa la musica che avrebbe dovuto accompagnare le sue scelte registiche, gli abiti di moda ecclesiastica di ‘Roma’ accanto ai costumi del ‘Casanova’, per i quali lo scenografo Danilo Donati ottenne l’Oscar. Esposto, sempre dal set di Casanova, il ciak originale. Le grafiche de La dolce vita, le macchine fotografiche, i disegni del Maestro in un tripudio di gloria e memoria.
Fino al 15 Marzo 2020, ricordi e bellezza di un protagonista del Novecento che manterranno accese le luci per un viaggio della memoria che ci appartiene.




























