I suoi primi vent’anni li ha trascorsi in piscina, tra allenamenti e gare. La musica è arrivata nella sua vita in modo piuttosto improvviso, quando già lavorava come ingegnere.
«Scrivevo poesie, provai anche a scrivere un libro, ma non era la mia dimensione e lo abbandonai incompiuto», spiega la cantautrice fiorentina Giulia Ventisette.
Nel 2012 conosce un cantautore della sua stessa città, Luca Lastilla, che, dopo aver letto qualcosa di suo, le chiede di provare a scrivere testi per lui.
«Avrei voluto dire di no, non mi sentivo all’altezza, ma ora lo ringrazio per avermi spronata a imboccare questa strada».
E’ stata poi la perdita di uno zio a spingerla ad intraprendere davvero il percorso di cantautrice e autrice.
Dopo l’esordio con L’inverno nel cuore, nel 2015 e dopo diversi riconoscimenti (da ultimo è stata semifinalista al Premio Fabrizio De André), Giulia è al suo secondo album, Stanze.
«È tutto quello che avevo da dire sui due anni e mezzo appena trascorsi. Ogni canzone rappresenta un piccolo angolo di una casa, come una fotografia. In questo disco c’è tutto quello che sono e che non sono, tutto quello che amo e che odio».
Ad aver fatto da apripista a questo lavoro è Tutti zitti, brano dedicato al silenzio dei lavoratori precari, che spesso rinunciano a far valere i loro diritti per il timore di non vedersi rinnovato un contratto.
«L’ho scritto in seguito ad un grosso sciopero all’interno dell’azienda in cui lavoro», racconta Giulia, che nei suoi pezzi è solita fotografare ciò che la circonda senza risparmiarsi argomenti scomodi.
Nata sotto il segno zodiacale dei gemelli, si definisce «una persona disunita: il massimo entusiasmo da una parte e la massima insoddisfazione dall’altra».
Ma la cantautrice toscana è anche una donna tenace e pragmatica: «Mi piace concentrarmi sugli impegni imminenti, poiché il futuro lo costruisco in questo modo, passo dopo passo. L’obiettivo è comunque ben preciso: riuscire a coinvolgere un numero sempre maggiore di persone con la mia musica, perché è il modo migliore che ho per comunicare».













