I centri sociali filo islamisti tolgono la parola a Magdi Allam

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22549823_1607058019352114_9076260963514062528_n“E’ stato il primo giornalista a subire un procedimento disciplinare per islamofobia da parte dell’Ordine Dei Giornalisti e l’ha vinto facendo valere il principio secondo cui è lecito criticare l’Islam”. Così scrivevamo noi di OFF a proposito di Magdi Cristiano Allam, giornalista controcorrente che conduce una vita sotto scorta dal 2003 per la sua denuncia del terrorismo islamico.

Ma evidentemente qui in Italia non vale il sacrosanto principio del free speech codificato nelle democrazie liberali come gli Stati Uniti (anche se in realtà anche lì da un po’ di tempo in qua non tutti riescono a parlare liberamente, citofonare Milo Yiannopoulos costretto dagli studentelli di Berkeley a cancellare il suo intervento anti Islam).

Due giorni fa le forze dell’ordine sono dovute intervenire in gran numero nel centro storico di Bologna per impedire l’assalto dei centri sociali a una sala convegni in cui era in corso la presentazione dell’ultimo libro di Magdi Allam, Maometto e il suo Allah.

Era un incontro pubblico e aperto al contraddittorio, come sempre negli incontri con Magdi Allam, ma quelli che “nun ce vonno stà” lo volevano impedire con le cattive e ci sono riusciti: “Ennesima messinscena fascista alla sala Marco Biagi del Baraccano con la Lega Nord che organizza un’iniziativa di presentazione del libro Maometto e il suo Allah, ultima «opera» di Magdi Cristiano Allam, «giornalista», che da quando si è convertito al cristianesimo ha preso posizioni sempre più vicine a quelle dell’estrema destra xenofoba“. Così scriveva il Nucleo Antifascista Murri  (i virgolettati sarcastici sono ripresi pari pari dal comunicato), annunciando l’imminente “presidio democratico”.

E infatti.  Contestazione annunciata prima e messa in atto poi, con strade bloccate e lanci di bombe carta, ”per far capire a Magdi Cristiano Allam e a tutti i razzisti e fascisti che non possono continuare a fomentare odio indisturbati nel nostro quartiere”.

Per far capire a Magdi Cristiano Allam. Per fargliela capire.

Ai miei incontri pubblici c’è sempre una discreta presenza delle forze dell’ordine. Ma questa volta sono rimasto incredulo per l’imponente dispositivo di sicurezza “, scrive il giornalista sul suo profilo Facebook. E viste le premesse e le conclusioni, tale iniziativa si è rivelata, purtroppo, più che giustificata.

C’è una foto, che ci è rimasta impressa in quest’epoca di attentati islamisti all’arma bianca e da fuoco, con bombe e camion che si schiantano su persone inermi e uccisione di sacerdoti durante la celebrazione dell’Eucaristia ed è la foto di un gruppo di turisti con le mani alzate durante un allarme attentato.

E’ così che ci vogliono i mozzorecchi islamisti.

E proprio i professionisti dell’antifascismo, i massacratori del dissenso, i sostenitori del multiculturalismo che in realtà è un’offensiva anticristiana e i centri sociali filo islamisti saranno i primi a cadere quando l’Europa sarà islamizzata.

Perché l’Islam politico non tollera la libertà di parola, compresa quella dei centri sociali filo islamisti. E quando alla fine anche loro l’avranno capito sarà comunque troppo tardi.

 

 

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Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Giornalista pubblicista. Laurea in Filosofia. Coordinatore di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale e presso CulturaIdentità (RG Produzioni, Milano). Scrivo di macchine e moto su Drive'n'Ride. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Nel 2016/17 sono stato coordinatore del gruppo Cultura del movimento politico di Stefano Parisi Energie PER l'Italia, candidato sindaco di Milano alle elezioni 2016. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e di cui una copia è conservata al Centre Pompidou di Parigi. Attualmente sono conservatore della Biblioteca della casa-museo Fondazione Giancarlo Sangregorio di Sesto Calende (Varese). Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/