Certamente per Francesco II non fu semplice avere al suo fianco una consorte dal temperamento così esuberante, tanto più che la maggior parte degli storici l’hanno giudicata, per usare le parole del Luzio, “una moglie indocile, una sovrana capricciosa (e) sfrenata ne’ suoi affetti”; e inoltre, rincara la dose il Coniglio: “dispotica, impulsiva, incurante delle critiche degli astanti, che, dama d’intelligenza superiore, forse nel suo intimo disprezzava e di cui certo non temeva il giudizio”.
Francesco, oltre a tutto, era profondamente diverso da lei; non era certamente un cervellotico intellettuale, ma amava i semplici e robusti piaceri della vita: i cavalli ed i tornei, il buon cibo e le belle donne, l’esaltazione guerresca delle armate e la pace tranquilla della famiglia, di cui ebbe sempre – a differenza d’Isabella – un senso vivissimo, come dimostra il suo genuino attaccamento alle sorelle e ai numerosi figli. Nulla di più inesatto, comunque, della tradizionale immagine che lo presenta come un rozzo pasticcione accanto alla fenomenale super–moglie.
Certo non era alla sua altezza e di sciocchezze ne commise parecchie, ma fu tutto sommato un valido uomo d’armi e un signore di Mantova più che dignitoso, sostanzialmente in buon accordo con la consorte, anche se i contrasti non mancarono. Tali scontri, tuttavia, vengono oggi in gran parte ridimensionati: si pensa che in realtà Isabella e Francesco costituissero un binomio politico molto affiatato, e che le tanto sbandierate divergenze fossero molto spesso il frutto di un segreto accordo trai due coniugi, al fine di realizzare quella politica del piede in due staffe che, sola, poteva garantire l’integrità e l’indipendenza del marchesato.
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Riccando M. Braglia
La grotta delle meraviglie. Il collezionismi di Isabella d’Este-Gonzaga
Edizioni IL RIO ARTE, euro 20,00
verrà presentato in anteprima
mercoledi 10 dicembre, ore 18
Atrio degli Arcieri, Palazzo Ducale di Mantova












