Saggi: Isabella d’Este, la Peggy Guggenheim del Rinascimento

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Pur essendo considerata generalmente una bella donna, Isabella non era di sicuro una “top model”. Al contrario, era piuttosto piccola e con una certa tendenza alla pinguedine, che col passar degli anni divenne alquanto evidente. Nonostante non sia mai stata un “sex symbol”, l’inimitabile eleganza, la consumata grazia principesca e il fascino di un intelletto non comune la fecero sempre brillare anche a paragone di dame che, come la sorella Beatrice e la conturbante cognata-rivale Lucrezia Borgia, erano indubbiamente molto più seducenti di lei. La sua magnificenza e il suo sublime “bon ton” divennero ben presto leggendari; fu inventrice d’infiniti accorgimenti nei gioielli, negli abiti, nella cosmetica e nel galateo. Le sue acconciature e i suoi vestiti venivano copiati in tutte le corti europee; e il re di Francia Luigi XII – disgustato dalle dame della sua corte che, a quanto pare, erano decisamente mal fagotées – ordinò perentoriamente al proprio ambasciatore di inviargli dettagliate descrizioni delle superlative toilettes sfoggiate dalla sciccosa Marchesa.

Spesso però, la cronica mancanza di liquidità impediva a Isabella di comparire con tutto lo sfarzo e l’apparato che ormai il pubblico si aspettava da lei. Certo il problema si poteva risolvere rimanendo relegati nei propri appartamenti in un clima d’austera quanto aristocratica clausura, trascurando le occasioni mondane e i viaggi di rappresentanza; ma quando proprio non si potevano evitare e le esauste finanze non le permettevano di sfoggiare il solito lusso strabiliante (magari perché tutte le zoggie e le vesti più sontuose erano impegnate presso qualche esoso strozzino veneziano), la Marchesana ricorreva a un trucco a dir poco geniale: fingeva di muoversi non per una visita di Stato o per una particolare solennità ufficiale – com’era nella realtà – ma per recarsi in devoto pellegrinaggio presso questo o quel santuario; cosa che le dava il diritto, anzi praticamente le imponeva il dovere, di vestire abiti semplici, ravvivati da gioielli di non eccessiva importanza.