«Sono un baritono e quello è il mio lavoro. Ho fatto anche Rigoletto alla Scala ma quando l’avevano trasferita agli Arcimboldi per il restauro. Ma si sa, c’è la crisi e in Italia lavorano sempre gli stessi. Così mi esibisco in Sudamerica, dal Teatro Colon di Buenos Aires alla Colombia, in Corea, Giappone, ho molto lavoro all’ estero. Però ho suonato anche con giovani band e ho partecipato ai concorsi di Rock targato Italia dove un tecnico del suono mi disse che avrei dovuto tentare con la musica lirica perché la mia voce non si riusciva ad equalizzare, era talmente voluminosa da saturare i microfoni. E lui se ne intendeva perché registrava dal vivo le opere per la Emi». Così Cantoni prende la strada del belcanto, che non abbandonerà più, per poi dedicarsi a progetti trasversali come questo, nato dall’incontro con Giorgio Vicini (a una festa di piazza dove si suonava rock blues) produttore che lavorava con Vasco all’epoca di Va bene va bene così.











