Una piéce per riflettere sul passato recente e sull’ incerto presente.
di Italo Valli
Una porta ferrata stile ottocentesco sul fondo, una finestrella della stessa epoca su un lato, due brandine, alcuni suppellettili sparsi, foto sbiadite e consumate appese qua e là. A completare la scenografia essenziale, un tavolo con separé. Siamo in un carcere, di quelli più duri, di quelli che segnerebbero la vita di chiunque. Più esattamente, ci troviamo nella sala in cui si accolgono i nuovi arrivati. Accolgono per modo di dire.
La prigione diventa inevitabilmente per tutti, detenuti e non, una scuola, una palestra di vita spesso regolarizzata da codici e gerarchie criminali, un luogo in cui ogni scontro (fisico o verbale che sia) è un tassello in più che va ad aggiungersi al bagaglio di crescita di ogni individuo. Va in scena dal 6 al 9 febbraio, al teatro Le Salette di Roma, Pietre di Carta, spettacolo scritto e diretto da Saverio Di Giorgio, e presentato dalla compagnia Associazione Spazio Nostro. Il protagonista della vicenda ha vent’anni, è un giovane pieno di energia ed entusiasmo che grida la propria innocenza, ma non viene ascoltato; il mondo attorno a lui sembra non appartenergli più, lo ha di colpo abbandonato, parla una lingua diversa dalla sua. Nello spaesamento e nella solitudine della sua cella, incontra un anziano prigioniero politico, dimenticato da tutti ma ancora convinto nei propri ideali, che decide di prendersi cura di lui. Il ragazzo è smarrito (simbolo di un’epoca, la nostra, confusa e incerta), vuole saperne di più sul passato, scoprire se esista o meno quella Storia mai scritta sui libri, di cui tanti parlano.
Quello che nasce tra i due è un confronto, più esattamente un sodalizio che cerca di riflettere sulla memoria di un popolo e sul suo presente, particolare momento storico in cui sembra sempre complicato giudicare cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. Di Giorgio presenta un testo dal linguaggio crudo, fortemente segnato dallo slang di strada e sostenuto da una regia che punta all’iperrealismo teatrale. Luoghi, momenti e stati d’animo dei personaggi sono ben evidenziati dall’uso delle luci, mentre le interpretazioni degli otto attori in scena, cariche di spontaneità e linearità nell’azione, puntano a trasmettere allo spettatore forti scosse a impatto diretto. Nel cast, oltre a Giampiero Lisarelli (attore noto sul piccolo e grande schermo), Federico Ancillai, Cristina De Lucia, Nicola Di Lernia, Elena Provantini, Simone Guarany, Damiano Berti e Romano Mancini.












