Salta Miss Italia. La Rai: non è in linea coi tempi

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Celebrata sulle principali testate nazionali e accolta con tutti gli onori dall’amministrazione comunale di Napoli all’indomani dell’elezione perché simbolo del riscatto della sua terra, Miss Italia 2022 Zeudi di Palma non sarebbe, in realtà, l’immagine positiva di donna da promuovere. Almeno a detta della Rai, che proprio in questi giorni ha bocciato il ritorno del programma previsto a dicembre su una delle sue reti, all’interno di un contenitore per famiglie e a costo zero.

La 21enne di Scampia, iscritta alla facoltà di Sociologia e presidente di un’associazione di volontariato che cerca di tenere i ragazzi lontani dalla strada e che ha avuto il coraggio di andare controcorrente criticando Saviano per l’immagine speculativa che in Gomorra dà del suo quartiere, non esprimerebbe quei “valori in linea con lo spirito dei tempi” che la tv pubblica intende promuovere.

“E lo sarebbe un format sulle drag queen in onda nello stesso periodo?” [Non sono una signora, prodotto dalla Rai in collaborazione con Freemantle, porta le drag queen in prima serata su Rai1, n.d.r.], domanda provocatoriamente il senatore leghista Giorgio Maria Bergesio, che affonda “L’ennesima scelta discutibile fatta dalla Rai a spese delle famiglie italiane che, oltretutto, offende in maniera provocatoria nei giorni delle festività natalizie, per compiacere a pochi”. Una trasmissione asservita al pensiero unico del politicamente corretto vale forse il canone che tutti noi fin troppo pazientemente paghiamo per far lavorare le lobby dei potenti e gli amici degli amici? Ma questo è un altro discorso…

La solidarietà a Patrizia Mirigliani arriva anche dal presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, che promette un’interrogazione nei confronti dell’AD Fuortes: “L’esclusione dalla programmazione Rai di Miss Italia colpisce uno spettacolo nazionalpopolare che tutti vediamo nelle nostre case. Da Miss Italia vengono alcune delle migliori artiste del cinema e dello spettacolo che fanno grande la nostra Nazione: penso a Martina Colombari, Cristina Chiabotto, Miriam Leone, Caterina Balivo. Una manifestazione che ha visto transitare anche l’attuale direttore del Tg1 Monica Maggioni”.

Al netto della bellezza della Miss, che certo non è un merito ma nemmeno una colpa, sorprende che la Rai scopra solo ora che non è l’immagine di donna cui ispirarsi, dopo avere garantito a Zeudi una presenza costante sulle sue reti durante tutto l’anno (l’ultima ospitata da Monica Setta con la patron Patrizia Mirigliani appena due settimane fa). L’ipocrisia s’è desta. È un simbolo o non lo è? Delle due, l’una.
Naturalmente, il bigottismo sessuofobo di una sinistra che pretende di avere l’esclusiva sulla difesa dei diritti delle donne non c’entra nulla. Come no!

E poco importa se l’Italia sarà l’unico paese in Europa che non celebra il concorso nazionale in tv, un concorso che da 83 anni è lo specchio del Paese. Alla fine a trionfare non sarà il merito delle ragazze ma il vuoto di questi ultimi dieci anni.