Corro da te è soprattutto, secondo il regista Riccardo Milani, una storia d’amore. Si tratta comunque di una commedia romantica e divertente che incontra la disabilità. Milani ha la dote di rendere divertenti situazioni paradossali, si ride davanti al cinismo ma probabilmente lo scopo del regista è proprio di esorcizzare certi comportamenti del protagonista Gianni stemperandoli nel ridicolo. Favino riesce egregiamente a regalarci un protagonista senza ritegno, ricordandoci la guasconeria dei migliori Tognazzi e Gassman, e ben si fa odiare durante quasi tutto il film anche se l’attore stesso ricorda che in fondo in fondo c’è un po’ di Gianni in ognuno di noi. Un film completo, fatto con amore e complicità come afferma Miriam Leone la quale si allontana dallo stereotipo che vuole incasellare un film sulla disabilità insieme a quelli di serie B. Il suo personaggio, Chiara, La vera disabile, è riuscita ad attraversare le tenebre del suo dolore, lo ha guardato in faccia senza diventarne la vittima, anzi, fino ad illuminare la sua vita. Pietismo, buonismo e vittimismo sono gli “ismi” opposti a bontà, pietà di cui abbiamo disperatamente bisogno ma che non sappiamo più gestire nel modo giusto. La dolcezza è la vera forza e questo è il messaggio autentico del film mentre la prestanza fisica e l’arroganza che sembrano conferire potere in realtà ci rendono deboli e spesso addirittura ridicoli. Ė ora che la gente smetta di sentirsi in colpa se cerca di distrarsi andando al cinema ad assistere ad una commedia dove si ride dei drammi della vita in maniera intelligente. Corro da te annovera nel cast, insieme ai già citati Favino e Leone anche Pietro Sermonti, Pilar Fogliati e una meravigliosa Piera degli Esposti nell’ultima apparizione della sua vita dove la malattia, pur se allo stadio finale, non le ha impedito di regalarci quel sorriso di cui tutti, specialmente in questi ultimi tempi, abbiamo un’ assoluta necessità.
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