Macché banchi a rotelle, a scuola si introduca la meditazione

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fonte Facebook, screenshot da TG24SKY.IT

Non si è ancora capito come e quando riprenderà la scuola. Per i bambini e i ragazzi è stato e sarà un periodo difficile. Ci siamo preoccupati di noi stessi, degli adulti, degli anziani, ma si è parlato troppo poco dei piccoli e degli adolescenti.

Eppure gli psicologi hanno parlato subito dei problemi che si sarebbero potuti ripercuotere sui nostri figli e nipoti. I bambini e i ragazzi si sono trovati catapultati in una situazione traumatica: chiusi in casa, senza poter vedere gli amici, senza poter condividere nulla, senza andare a scuola, senza poter andare al parco, in bici, giocare. E non dimentichiamoci che per molti bambini e adolescenti la situazione tra le pareti domestiche non è tra le più rosee.

Non è andato tutto bene, ormai possiamo dirlo, e non è detto che andrà meglio, e non tanto per il virus ma per la questione economica e psicologica di ognuno di noi.

Che cosa possiamo fare per correre ai ripari? Non tutti vogliono andare dallo psicologo e molti non possono permetterselo. Gli adulti possono frequentare qualche corso di yoga e meditazione per trovare un po’ di pace. Ma i ragazzi? I bambini? Negli Stati Uniti e in una buona parte della nostra Europa si stanno diffondendo sempre di più delle lezioni di mindfulness nelle scuole. Perché proprio la mindfulness? Perché è una meditazione laica, con un approccio serio e scientifico, adatta a tutti, ai grandi e ai piccini, ai cattolici, ai musulmani e pure agli atei. Ecco come la descrive il fondatore, Jon Kabat-Zinn: “mindfulness significa porre attenzione in un modo particolare: intenzionalmente, nel momento presente e in modo non giudicante.”

Il ritorno a scuola per i ragazzi e i bambini non sarà semplice. La scuola riaprirà, deve riaprire, ma come dovranno comportarsi? Cosa dovranno patire? Mascherine, visiere, banchi distanti, non potranno abbracciarsi, toccarsi, scambiarsi giocattoli. Ci rendiamo conto di cosa dovranno affrontare? Gli psicologi si sono già accorti che anche i bambini iniziano ad avere disturbi del sonno, ansia, irritabilità, disturbi dell’attenzione e dell’umore. Con la meditazione potremmo davvero aiutarli ad affrontare questo periodo che è difficile anche per loro, anzi, forse soprattutto per loro, perché non hanno ancora la capacità di discernimento di un adulto. Aiutiamoli a calmare la mente, a trovare un po’ di pace. Insegniamo loro che si può trovare conforto nel respiro, che creare un momento di benessere tutto per sé non è nulla di strano. Apriamo le nostre menti, guardiamo avanti. Che futuro vogliamo? Di che tipo di nuovi adulti avrà bisogno questo mondo? Gente sempre più arrabbiata o persone consapevoli di sé?

A settembre si introduca anche la meditazione a scuola. Non serve nulla, non servono attrezzi, non servono abbracci, serve solo il silenzio, il respiro, nient’altro. Potrebbe davvero essere utile anche per gli insegnanti, che hanno a che fare tutti i giorni con dosi massicce di stress. Facciamo qualcosa di buono, di diverso, questa volta facciamo la differenza.