Dalla pietra al palato tra cultura e identità locale: la scultura di Sangregorio diventa un dolce d’autore

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C’è un momento in cui l’arte smette di essere materia intoccabile e diventa esperienza sensoriale completa. È quanto accaduto a Somma Lombardo, dove la storica Pasticceria Portoni ha compiuto un’opera di sinestesia coinvolgendo i sensi: Orsetti è la torta tributo gourmand a Giancarlo Sangregorio, il maestro che scelse il Castello Visconti di San Vito (e il vicino palazzo Viani Visconti sede del Comune) in questo angolo di provincia come scrigno per alcune delle sue opere.

Non solo merchandising gastronomico, ma “traduzione” artistica. Il dolce riprende le geometrie e i volumi dell’iconica scultura Orsetti, portando l’opera idealmente dal museo e dalla galleria alle vetrine del centro storico. Il mondo della cultura locale (il sindaco Stefano Bellaria e l’assessore alla Cultura Donata Maria Valenti) si è stretto attorno a questa intuizione con Francesca Marcellini presidente di Fondazione Sangregorio e Nicoletta Balbi, vera e propria “dea ex machina” dell’iniziativa («La torta Orsetti», ci ha detto “off the records”, «è materia da guardare e da assaporare, un percorso alternativo per avvicinare il pubblico alla conoscenza del Maestro Sangregorio»), insieme a Cristina Bertacchi del Castello Visconti di San Vito, custode di diverse opere dell’artista.

L’assessore alla Cultura, Donata Maria Valenti, ha letto nell’iniziativa una chiave di volta per la divulgazione: «L’arte pasticcera qui diventa un ponte. Permette di avvicinare Sangregorio in modo inedito, togliendo quell’aura di distacco che talvolta allontana il pubblico dai musei. È un modo per “mangiare” la cultura, letteralmente, in una città che ha la fortuna di ospitare i lavori del maestro tra il Castello e il Palazzo Comunale».

L’operazione nasconde un sottotesto identitario forte, come ha evidenziato il sindaco Stefano Bellaria. Somma Lombardo, spesso schiacciata nella narrazione tra le industrie e le piste di Malpensa, cerca e trova nuove narrazioni: «La cultura è capacità di tenere insieme, di ampliare gli spazi», ha osservato il primo cittadino. «I cittadini passano ogni giorno davanti alle sculture nel cortile del Municipio o al Castello. Ora, con questa torta, diamo all’opera una dimensione popolare, accessibile e quotidiana. È un invito, nemmeno troppo velato, a riscoprire non solo Sangregorio, ma la storia profonda del nostro borgo».

In fondo, l’arte ha sempre avuto bisogno di essere consumata per essere davvero compresa.