Glimmed, quando la beneficenza è cult

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Pink Boobs T-shirt, Glimmed x Fondazione Veronesi

Si può fare moda, creare un capo che diventi di culto e al tempo stesso fare beneficenza? Ludovica Ligresti e William Selmo ci sono riusciti con la Boobs t-shirt, nata dalla collaborazione del loro innovativo brand Glimmed con la Fondazione Umberto Veronesi.

La sua è una famiglia importante nel contesto milanese, quanto contano l’unione e il supporto dei propri cari nell’ideazione di un progetto imprenditoriale?

Sicuramente tanto, a prescindere da quanto sia conosciuta la mia famiglia. Credo che ogni genitore supporti i figli nella realizzazione dei propri sogni. Inizialmente la mia famiglia mi ha supportato anche dal punto di vista economico per dare avvio al nostro progetto imprenditoriale. Siamo stati fortunati, anche perché in Italia la ricerca di capitali per avviare un’impresa è abbastanza complicata. La disponibilità di piccoli capitali, insieme al nostro grande impegno, ci ha consentito di partire per la creazione di un vero e proprio brand, che ora comprende un team di lavoro di ragazzi giovani, tutti sotto i trenta anni.

Com’è iniziato tutto?

Era gennaio 2017, stavo svolgendo un master presso la Bocconi, mentre William era impegnato in un’altra start up nel settore food. Ci siamo incontrati e abbiamo pensato di creare qualcosa insieme, sfruttando tutte le piattaforme cinesi presenti sul mercato per l’acquisto e l’importazione di prodotti. Con la piattaforma Alibaba abbiamo iniziato a scegliere i primi prodotti senza marchio e a metterli in vendita. Le nostre conoscenze e amicizie personali hanno costituito un’importante rampa di lancio per far conoscere il nostro progetto e il nostro sito. Abbiamo iniziato a vendere le prime pochette in acrilico e poi abbiamo deciso di provare a vendere delle t-shirt, le Boobs t-shirt con il disegno stilizzato del seno. In breve tempo le magliette sono diventate virali, siamo stati presentati su tutti i principali giornali di moda online e le magliette, a nostra insaputa, sono state indossate dalle celebrities di tutto il mondo.

Com’è avvenuto il passaggio da una semplice piattaforma di vendita di prodotti online alla collaborazione con la Fondazione Umberto Veronesi?

Dopo l’estate del 2017 abbiamo pensato di creare un vero e proprio Brand, che non fosse soltanto una mera rivendita di prodotti senza marchio. Abbiamo iniziato a costruire un team di giovani competenti con l’ideazione e la creazione del prodotto all’interno dell’azienda. Così abbiamo iniziato a creare  delle collezioni moda e a proporle sul mercato. Le collezioni sono state acquistate dalla Rinascente di Milano, dalla Galleria La Fayette di Parigi e da una serie di negozi che vedevano le influencer indossare le nostre magliette e richiedevano il prodotto. A quel punto abbiamo ingrandito la rete distributiva e l’e-commerce. Una mattina casualmente ho chiamato Veronesi proponendogli di fare qualcosa insieme. Rivisitare la nostra Boobs t-shirt e utilizzarla per raccogliere fondi per la ricerca e la prevenzione dei tumori al seno. Così abbiamo aggiunto due fiocchi rosa, simbolo della prevenzione, e abbiamo iniziato questa campagna online soprattutto grazie alle influencer che gratuitamente hanno partecipato alla diffusione di un messaggio così importante.

Instagram

Quindi non vi aspettavate questo tipo di risonanza internazionale delle vostre magliette?

Assolutamente no. La cosa che più interessava alla Fondazione era trasmettere un messaggio di prevenzione alle ragazze di età compresa tra i 25 e i 30 anni. Abbiamo deciso di parlare con loro attraverso il loro linguaggio, quello dei social. Abbiamo inserito, all’interno della confezione della maglietta, un volantino colorato con delle donne che mimano il segno del cuore con le mani chiedendo a chi ha acquistato la maglietta di indossarla, scattarsi una foto e postarla sui social con un hashtag dedicato al progetto. Devo dire che quasi la metà delle persone che hanno acquistato le t-shirt, circa 2500 ragazze in soli due mesi, hanno postato sui social network foto nelle quali indossano le nostre magliette, aiutandoci a diffondere un importante messaggio di solidarietà. La vendita delle t-shirt è partita a inizio maggio e doveva concludersi a fine luglio, ma abbiamo prorogato le vendite a ottobre a seguito del grande successo riscontrato.

La vostra è una limited edition: per il futuro avete in mente altre collaborazioni con Fondazioni e organizzazioni benefiche?

Ci piacerebbe continuare questo tipo di collaborazioni almeno una volta l’anno, magari andando anche oltre l’orizzonte Italia. Il nostro modo di comunicare ci consente di raggiungere le fasce più giovani della popolazione sfruttando i social network, canale privilegiato di comunicazione tra i giovanissimi.

Glimmed x Fondazione Veronesi

Progetti futuri a prescindere da collaborazione con associazioni benefiche?

Abbiamo in essere un progetto con The Blonde Salad di Chiara Ferragni, stiamo realizzando una capsule Collection composta da tre borse che saranno in vendita da fine settembre, quindi per noi questa è una partnership con un marchio molto importante. A settembre lanceremo la nostra prima collezione total look donna per la stagione sping/summer 2019. Siamo molto contenti, abbiamo lavorato tanto. E’ una collezione che utilizza materiali diversi e particolari, tutto made in Italy tranne gli accessori.

Ultima domanda, la domanda OFF, qualcosa che non avete mai raccontato.

Eravamo appena nati come brand, non avevamo neanche l’ufficio. Siamo stati contattati dalla Rinascente, interessata ai nostri prodotti, che ci ha proposto la creazione di un corner nella loro sede a Milano. Si trattava di uno spazio ampio circa 25 metri quadrati, i prodotti avrebbero dovuto essere pronti per la vendita per la settimana successiva. La sera precedente alla consegna dell’ordine al centro logistico della Rinascente, abbiamo preparato pacchetti e attaccato cartellini ed etichette fino alle tre del mattino. Non avevamo ancora un team di lavoro, eravamo solo noi due. Oggi siamo cresciuti: in ufficio siamo in otto, l’ufficio stampa di Clara Garcovich collabora con noi,  lo Showroom distribuzione a Milano e a Parigi, un ragazzo fisso in Rinascente nel weekend, che è stato il nostro primo dipendente, che si occupa delle vendite nel corner. Stiamo cercando di creare un team solido e giovanissimo, tutto under 30. Ormai la nostra non è più una start up, ma un’azienda vera e propria, con i suoi dipendenti e importanti obiettivi di sviluppo e di ampliamento.