Sigilli alla cultura. Un’altra vergognosa ferita per Norcia

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Il progetto di Stefano Boeri Architetti
Il progetto di Stefano Boeri Architetti

Costruisci a tempo di record un centro polifunzionale bellissimo (vedi il rendering qui a fiano). Lo fai (gratis) per dotare la popolazione di Norcia di uno spazio collettivo in cui vivere, in attesa che vengano ricostruiti gli edifici danneggiati dal terremoto. Lo fai per permettere, in piena emergenza sisma, ai cittadini e al consiglio comunale di Norcia, di riunirsi, di lavorare, di vivere. Lo fai a titolo gratuito e realizzi un’opera di 450 metri quadrati, anche grazie al contributo della Filiera del Legno Friulana e di tanti altri sponsor nobili e generosi.

E poi interviene la magistratura italiana, capace di inchiodarti al codicillo che per la fretta magari non hai rispettato: la Procura di Spoleto, che ha appena sequestrato il centro polifunzionale costruito a titolo gratuito dall’architetto Stefano Boeri, neo Presidente della Fondazione Triennale di Milano, perché, nella fretta dell’emergenza, insieme al sindaco di Norcia Nicola Alemanno forse si è dimenticato di chiedere “il necessario permesso e l’autorizzazione paesaggistica” all’ufficio di chissà dove.

Il centro polivalente di Norcia progettato dall’architetto Stefano Boeri © Copyright ANSA

Risultato: per la solita ragione dell'”atto dovuto” -ci mancherebbe!- la Procura notifica un avviso di garanzia a Alemanno e a Boeri. “Come avete osato??! La vostra opera è un’opera definitiva e non provvisoria!, quindi non risponde alla normativa per la gestione dell’emergenza post terremoto!”. Sequestro con effetto immediato!

Sia Boeri che Alemanno affermano tuttavia che si tratta “di un gigantesco equivoco”: «Questo è quello che è stato fatto. Che ci fosse l’emergenza mi pare indiscutibile, che sia una struttura temporanea mi pare indiscutibile. Non capisco dove stia la questione», ha dichiarato Boeri.

Un danno economico e culturale: il sequestro forzoso del centro ha comportato lo stop immediato di tutte le attività. Come dichiara Pina Perla, assessore ai servizi sociali e culturali e affari generali del Comune di Norcia, «abbiamo dovuto interrompere immediatamente tutte le attività già in essere del nostro centro polifunzionale, che era utilizzato non solo per gestire le sedute del Consiglio Comunale e per favorire le relazioni interpersonali all’interno di una comunità fortemente danneggiata dal sisma, ma anche per mantenere in vita l’indotto sia culturale che commerciale. Erano attivi il teatro e il centro commerciale e ora abbiamo dovuto interrompere sia le attività culturali già avviate che quelle commerciali, un danno economico non indifferente».

L’impressione è che certa magistratura così intempestiva nei reati edilizi si mostri invece celere nei casi di edifici costruiti in piena emergenza con la solidarietà di anime generose. Speriamo che la vicenda si chiarisca per tempo, anche se non dobbiamo dimenticare che siamo in Italia, dove “non si muove foglia che la Procura non voglia“.

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Nato a Milano, vivo e lavoro a Milano. Giornalista pubblicista. Laurea in Filosofia. Coordinatore di redazione presso Il Giornale OFF, spin off culturale del quotidiano il Giornale e presso CulturaIdentità (RG Produzioni, Milano). Scrivo di macchine e moto su Drive'n'Ride. Ho curato cento mostre di arte contemporanea in Italia, in collaborazione con svariate gallerie d'arte; i relativi testi critici sono tutti pubblicati a catalogo e online. Ho scritto una monografia pubblicata da Skira. Nel 2016/17 sono stato coordinatore del gruppo Cultura del movimento politico di Stefano Parisi Energie PER l'Italia, candidato sindaco di Milano alle elezioni 2016. Ho prodotto un magazine cartaceo d’arte contemporanea a colori su carta patinata, presentato a diverse fiere internazionali d’arte contemporanea e di cui una copia è conservata al Centre Pompidou di Parigi. Attualmente sono conservatore della Biblioteca della casa-museo Fondazione Giancarlo Sangregorio di Sesto Calende (Varese). Profilo completo qui: https://www.linkedin.com/in/emanuele-beluffi/

2 Commenti

  1. Qualcuno su facebook ha commentato così: chissà cosa sarebbe successo se la nostra magistratura fosse stata a Parigi al tempo in cui costruirono la Torre Eiffel che doveva essere temporanea e invece divenne permanente

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