Lorenzo Donati, trent’anni di dipinti senza la figura umana

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IMG_1717In pittura, la tematica del paesaggio è stata sempre sviluppata, fin dai tempi della scuola veneziana; il paesaggio toscano, poi, è forse uno di quelli più rappresentati, anche se non sono molti gli artisti che riescono a farlo senza cadere nella mancanza di originalità. Non ci cade Lorenzo Donati, che nella sua trentennale carriera di artista è giunto a un segno personale, che gli permette di raffigurarlo in un modo suo e riconoscibile.

Contro la dimensione olistica e strettamente realistica, la veduta di Donati si carica di un elemento personalizzato che lo rende unico; il colore e le forme infatti lo idealizzano per farlo passare direttamente dalla realtà verso un universo che ha che vedere con la fantasia. Tra queste tele possiamo ammirare ogni tipo di paesaggistica, in cui troviamo colline, praterie, mari, montagne, proprio perché lo scenario toscano ha il dono di essere fortemente variegato. Alcune di queste opere hanno delle sembianze più classiche, altre si spostano invece verso dimensioni che si caricano di un’aura mitica e sognante, fino a giungere a quei lavori che sono delle vere e proprie fantasie, in cui gli elementi della Natura si fondono tra di loro grazie all’immaginazione dell’Autore.

Foglie, girasoli e altri tipi di piante si mescolano, tratteggiate con colori vivaci, che si discostano dai toni cromatici che siamo abituati a vedere nella consuetudine. L’attenzione di Donati è unicamente per il paesaggio, visto e considerato che la figura umana è praticamente quasi sempre assente. Una delle poche volte che viene dipinta la intravediamo in un angolo, piccola, senza un vero ruolo protagonistico. Si tratta di due persone, un uomo e una donna, forse due contadini, che sembrano estasiati davanti alla bellezza della Natura che li circonda, una Natura ancora una volta stilizzata, che si trasforma nella cornice perfetta che rappresenta il sentimento dei due innamorati.

Spesso e volentieri chi dipinge paesaggi lo fa per una spinta d’imitazione verso la realtà e per uno spirito di commercializzazione, con la creazione di opere dal gusto decorativo e che lo spettatore medio potrebbe vedere bene nel proprio salotto di casa. Non è questo il caso di Donati, che fa di questa tematica un esercizio completamente artistico, mostrandoci opere di grande valore tecnico e interpretativo, che ci permettono di allietarci dell’alito bucolico e campestre.