Dog Byron, il grunge che nasce dall’antica Roma conquista l’Europa

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Dog Byron (1)Non si può certo dire che i Dog Byron seguano le mode, il grunge nel 2016 è una scelta consapevole e necessariamente voluta. Posizioni musicali a parte, succede che la formazione guidata dal musicista romano Max Trani sia reduce da una sostanziosa tournée europea dove sembra che la loro musica sia molto apprezzata, forse più che in Italia.

«È normale -commenta Max Trani-, all’estero stiamo andando bene perché abbiamo un sound internazionale, comunque anche in Italia non c’è male. Non siamo schiavi delle mode di stagione e questo è molto apprezzato dalla sensibilità del pubblico internazionale. Inoltre forse sono attratti e stupiti da questo “Grunge che nasce dai Ruderi della Roma Antica». Sulla situazione di casa nostra commenta poi: «In Italia, l’essere una band italiana dal sound internazionale è spesso visto come un difetto. Non chiedetemi perché».

Oltre 10.000 km percorsi attraverso 5 nazioni tra Italia, Germania, Olanda, Francia e Belgio toccando 15 città (Roma, Torino, Brescia, Bologna, Amburgo, Berlino, Colonia, Francoforte, Monaco, Amsterdam, La Louvière, Sedan, Osnabruck, Jena e Heidelberg). Questi i numeri del tour appena concluso tra date da headliner e aperture a Turin Brakes e Everlast, il trio ha solcato le strade d’Europa proponendo i brani dell’ultimo cd Eleven Crates, ma, anche una versione del tutto personale del celebre brano Lovesong dei Cure. «Mi piace fare una cover, la sorpresa crea sempre un rapporto speciale col pubblico» e poi scherza: «Come mai Lovesong? Dovevamo scegliere tra  la versione di Adele e quella dei Cure, alla fine hanno vinto i Cure». I Dog Byron che spaziano da dal grunge al desert blues attraverso un alternative rock che strizza l’occhio alle sonorità acustiche, hanno registrato una versione assolutamente intimista del brano che durante il tour ha riscosso sempre un notevole apprezzamento dal pubblico internazionale.

Un arrangiamento scarno vede l’alternarsi della chitarra acustica alle distorsioni sature dell’elettrica e degli arpeggi cristallini, su una ritmica lineare. Il ricordo più bello di tutto il tour? «Quando abbiamo fatto scoprire la grappa ai Turin Brakes». Nel videoclip scorrono le immagini dei locali, del pubblico, delle stazioni, degli aeroporti e delle tante strade attraversate, ma, anche i compagni di palco che hanno accompagnato Max dal vivo come in studio: Marco De Ritis, Vieri Baiocchi e Tommaso Calamita. Durante il tour hanno anche preso forma i nuovi brani che andranno a comporre il nuovo album, la cui uscita è prevista per il 2017, la cover dei Cure molto probabilmente farà parte della tracklist. Sul nuovo disco racconta: «Mi piacerebbe una cosa tipo Dinosaur Jr con John Legend alla voce e Neil Young alla chitarra acustica». Mai dire mai. Il tourri prenderà ad ottobre e farà tappa anche a Amsterdam, Eindhoven e Parigi.