La moda, specchio del tempo

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È un libro, ma parrebbe un’enciclopedia. Storia della moda dal 1850 a oggi di Daniel James Cole e 978880622748GRANancy Deihl (Einaudi, pp. 480, € 90), con la sua sofisticata rilegatura in tela, è fatto per durare. Meglio: per adornare la libreria di professionisti e appassionati del genere. Ma non si creda di avere tra le mani un testo superficiale: gli autori insegnano alla New York University e sanno bene quanto la moda rifletta costumi, idee, fatti; in una parola, è lo specchio della storia. “Ciò che era vero nel 1850 – scrivono – rimane valido ancora oggi: la moda riflette consistentemente le innovazioni tecnologiche e gli sviluppi economici e politici ed è in relazione con gli stili prevalenti nelle arti e nella decorazione in genere”.

Per fare un po’ di analisi sociologica sull’umanità c’è da tener conto, per esempio, del passaggio dalla gonna al ginocchio alla mini di Mary Quant. Ma anche della crinolina, del busto, della comparsa del reggiseno. Qui si parte dall’inizio di un fenomeno di massa che è anche un’industria destinata a un futuro radioso, soprattutto a Parigi e in Italia. Le immagini sono rarità: dalle prime copertine di Vogue a scatti sublimi di principesse, femme fatale e attrici destinate a influenzare il gusto della gente comune. Da Sissi d’Austria ad Alessandra del Galles, passando per Luisa Casati Stampa e Isadora Duncan, c’è da divertirsi a leggere la storia attraverso il suo lato sì frivolo, ma anche irresistibile e pieno di charme.