Dopo “Kurt Cobain-Quando ero un alieno”, Danilo Deninotti firma la sceneggiatura di una nuova graphic novel (con illustrazioni di Luca Lenci) dal titolo “Wish you were here-Syd Barrett e i Pink Floyd” (in libreria dall’11 novembre, Edizioni BD). Un omaggio alla vita dello storico fondatore dei Pink Floyd, nonché frontman, chitarrista e principale compositore delle musiche della band.
Una personalità tormentata, borderline (alcuni ricercatori italiani ipotizzano una probabile sindrome di Asperger), peggiorata da una vita sregolata, fatta di isolamento e droghe pesanti. Un frenetico viaggio nel “lato oscuro della Luna”, tra genio e follia: dalla fondazione di una delle band più amate di tutti i tempi, alla creazione di brani indimenticabili. Fino al suo allontanamento dal gruppo. Il tutto è narrato dando molto spazio al disagio del personaggio e alla droga, in un susseguirsi di racconti sulla sua immensa capacità creativa.
Il fumetto inizia con l’incontro in una birreria di Londra tra Syd, appena trasferitosi da Cambridge, e Roger Waters, suo grande amico, con il quale inizierà il suo progetto di gruppo assieme al batterista Nicholas Berkeley ”Nick” Mason e al tastierista Richard William “Rick” Wright. E’ il 1964, sono gli anni dei Beatles (c’è anche una vignetta con Barrett che ricorda l’album Abbey Road), la rivoluzione del ’68 è alle porte. Nel 1967 esce il disco “The Piper at the gates of down”, composto quasi totalmente da Barrett, una pietra miliare della musica psichedelica di sempre. Il successo che ne deriva però per Syd significa stress, panico da concerto, nevrosi. Una continua ritrosia verso esibizioni pubbliche, e dirette televisive, tale da indurre i componenti del gruppo a sostituirlo con David Gilmour. Una scelta sofferta che nel 1975 li porterà a concepire il grande successo “Wish you were here” (brano e album), dedicato proprio a Syd.
Escono anche due lavori solisti per l’ormai ex leader dei Pink Floyd, “The Madcap Laughs” e “Barrett”, entrambi del 1970, che lo dipingono paranoico e poeta. Tenui bagliori di una mente congestionata dove il chitarrista crea un nuovo genere folk–blues psichedelico. Le sue ultime canzoni sono squarci di desolazione esistenziale, visioni confuse e fragili che riescono però a delineare uno scenario di nevrosi collettiva di assoluta modernità. Una condizione esistenziale che nel fumetto viene rappresentata da disegni di una Londra tetra di pioggia. E di un nero tragico. Intenso. Il colore del tormento di un’anima.














Devo dire che di questo articolo ho interamente copiato le ultime righe, per incorniciarle…
Sulla mente e sulla personalità di Barrett non esistono descrizioni migliori di questa…
(cit.) Tenui bagliori di una mente congestionata dove il chitarrista crea un nuovo genere folk–blues psichedelico. Le sue ultime canzoni sono squarci di desolazione esistenziale, visioni confuse e fragili che riescono però a delineare uno scenario di nevrosi collettiva di assoluta modernità. Una condizione esistenziale che nel fumetto viene rappresentata da disegni di una Londra tetra di pioggia. E di un nero tragico. Intenso. Il colore del tormento di un’anima.
Comments are closed.