Calabria sinistra, 200 giorni senza giunta regionale

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Il governatore della Calabria, Mario Oliverio
Il governatore della Calabria, Mario Oliverio

La Calabria, macchiata di rosso, attende. Aspetta, ormai impaziente, che il suo presidente, Mario Oliverio, le dia una guida. Forte, solida. Ma soprattutto valida. Ne ha bisogno. Eh già, perché sono passati esattamente sette mesi, duecento giorni dalla presa di possesso, da parte della sinistra calabra, di una delle regioni più belle e tormentate d’Italia, ma della giunta non si hanno notizie. Sembra che Oliverio voglia governare da solo, insieme ai suoi tre amici assessori: Nino De Gaetano ai trasporti, Carlo Guccione al lavoro e Vincenzo Ciconte al bilancio. 

E le deleghe alla cultura e al turismo? Beh, per quelle c’è ancora tempo. Forse altri dieci giorni.  Tanto, la Calabria cosa se ne farà mai del turismo e della Cultura? Cosa sono i Bronzi di Riace, le tele di Mattia Preti, i versi di Tommaso Campanella, i resti archeologici di innumerevoli civiltà che hanno abitato la terra al centro del Mediterraneo, i borghi medioevali e le piante d’ulivo secolari? Nulla. Per Oliverio non sono nulla. La mancata nomina degli assessori ne è la prova provata. 

La Calabria e i calabresi ne hanno bisogno. E alla svelta. Non si può più attendere. L’estate è alle porte, insieme ai turisti entusiasti di visitare una terra dalle mille risorse. Ma anche a girarla, sempre che riescano a raggiungerla, considerati i crolli di viadotti sulla ormai famosa A3 Salerno – fin dove si può, e i mari occupati dai continui sbarchi dei saraceni del 2000. I pochi fortunati che riuscissero a toccare il suolo bruzio, non incontrerebbero un cartello, una guida, una pubblicazione come si deve che li orienti e li indirizzi. Non troverebbero alloggio, vitto, eventuale assistenza sanitaria. Sarebbero, insomma, calabresi doc. Abbandonati a sé stessi e senza possibilità alcuna di sperare nel futuro. Ti pare poco?