Non aiutai Valpreda, e ne provo ancora rimorso

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Carla Fracci sarร  la prossima protagonista degli appuntamenti alย Manzoni Cultura. Il 19 gennaio 2015 alle 21 ci sarร  l’incontro con un mito vivente della danza, un simbolo dell’eccellenza italiana, una star che โ€œpasso dopo passoโ€ ha conquistato i palcoscenici dei piรน prestigiosi teatri del mondo, da Londra a New York.ย 

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Edoardo Sylos Labini prova un passo di danza con Carla Fracci per il terzo appuntamento di Manzoni Cultura

Se le chiedessi di raccontarci un episodio OFF degli inizi della sua carriera, un aneddoto che ricorda con particolare piacere, cosa le verrebbe in mente?

Carla FracciPotrei raccontarvi che non ho scelto io di frequentare laย Scuola di ballo dell’Accademia Teatro alla Scala. Furono degli amici dei miei genitori a suggerirlo, dopo avermi vistaย ballare. Alle selezioni per l’ammissione, si veniva divisi in tre gruppi: eliminati, idonei e da rivedere, e io finii nel gruppo da rivedere! La direttrice, Ettorina Mazzucchelli, disse: “Mi sembra un po’ fragile, questa bambina. Perรฒ ha un bel faccino”. Ma con unย bel faccino non ci si fa niente, senza il duro lavoro. La figura che in quegli anni mi ha illuminato รจ stata Margot Fontaine: faceva Aurora ne “La Bella Addormentata” quando la Scala ospitรฒ la Royal Ballet School.ย Io ero ancora una bambina,ย facevo una piccola comparsa: da quel momento volliย essere come lei.

Spesso, parlando dei suoi inizi alla Scala, l’ha definita un po’ย la sua prigione d’oro…

Ho scelto addirittura di lasciarla, anche se per pochissimo, e ho fatto unย lavoro di decentramento e promozione della danza di cui sono molto orgogliosa. Si รจ parlatoย tanto della miaย carriera e mi sento molto gratificata quando la gente mi riconosce per strada e mi tratta come un’amica.

Dopo la folgorazione a dodici anni per opera di Margot Fontaine, ha avuto la sua prima grande occasione con “Cenerentola”, in cuiย รจ stata chiamata a sostituire Violette Verdy…

Ho fatto lo spettacolo al posto suo quando si รจ dovuta allontanare per impegni all’Opera di Parigi. Ho dovuto insistere parecchio perchรฉ all’Accademia mi dessero fiducia: ero molto giovane e si trattava di un balletto molto impegnativo.

Eย infatti si racconta cheย sia stato merito del suo temperamento fiero se lei รจ riuscita a fare questo debutto…

Quando mi scelsero come sostituta, sapevano della mia inesperienza. Ma se continuavano a non mettermi alla prova, come potevo farmi le ossa? Alla fine perรฒ sono riuscita ad avere la mia occasione e a superarla, questa prova!

Eย circa tre anni dopo questo debutto trionfale del 1955, era giร  prima ballerina…

Carla FracciEย nel 1959 sono stata a Londra, dove Anton Dolin mi presentรฒ nel ruolo importante di Giselle. ย Lo spettacolo replicava per tre serate, e nello stesso ruolo ero stata preceduta da due ballerine importanti, perรฒ la critica titolรฒ: “The last Giselle was the best”.ย Secondo me era un po’ eccessivo, avevo solo diciotto anni. Al ritorno,ย presi la decisione di accettare l’invitoย della London Festival Ballet per una tournรฉe di sei mesi. Scelsi di lasciare la stabilitร  per guardarmi intorno e fare esperienza. Sono comunque molto grata alla Scala: sono nata lรฌ ed รจ sempre rimasta un po’ casa mia, perรฒย fino a quel momento mi avevano offertoย solo sostituzioni di altre prime ballerine. Anton Dolin mi diede una grandissima possibilitร  invitandomi a Londra: aveva bisogno di una ballerina italiana da affiancare ai tre grandi nomi stranieri di Margaret Chan,ย Yvette Chauvirรฉ e Alicia Markova.

Lei ha calcato palchi importantissimi, ma tra questi uno รจ stato molto particolare: nel 1969ย al San Carlo di Napoli, danzandoย con Jean Pierreย Bonnefous, non era sola perchรฉ era incinta di suo figlio…

Sรฌ, aspettavo Francesco, che ora รจ un uomoย e un buon architetto.ย Si รจ diplomato all’Universitร  di Venezia con Franco Purini.

Leggendo il suo libro, “Passo dopo passo”, mi ha colpito una frase in particolare: “Per durare nel tempo, non basta l’amore del pubblico e dei colleghi. Devi avere il supporto delle istituzioni”…

CarlaFracci-IntervistaHo portato la danza dappertutto, ma ballando nei piรน bei teatri italiani mi sono accorta che quasi tutti i loro gruppi di danza non esistono piรน, probabilmente perchรฉ non sono stati difesi bene dalle istituzioni. Cosรฌ, e quando in cartellone c’รจ uno spettacolo di danza bisogna far venire una compagnia straniera. E questo a me va bene, perchรฉ la competizione e il confronto sono qualcosa di sano, e uno dei miei ย obiettivi era appunto creare una compagnia internazionale. Ma se non abbiamo compagnie italiane, come possono avvenire questiย scambi?

Questo accenno alle istituzioni puรฒ essere una frecciatina un po’ personale ad Alemanno? Siete stati al centro di una polemica abbastanza feroce…

Mi รจ sembrato che mi avesse mancato un po’ di rispetto, perchรฉ erano anni che chiedevo un aiuto per la compagnia del Teatro dell’Opera.ย Il cambio di direzione in un teatro puรฒ avvenire, ma prima bisogna fare un bilancio di competenze e non nascondersi semplicemente dietro alla giustificazione di fare “largo ai giovani”. Ho lavorato moltissimo per i giovani e per il loro futuro: non bisogna dimenticare che c’รจ comunque bisogno di insegnanti.

Cosa pensa dell’ipotesi di affidare a Eleonora Abbagnato la direzione ย del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma?

Non voglio discutere su questa decisione, dico solo che per dirigere una compagnia bisogna seguirla. Bisogna essere psicologi, capire come assegnare i ruoli alle persone giuste e cercare di dare loro le occasioni per fare esperienza e magari passare dal corpo di ballo a solisti. Ho cercato di fare questo lavoro con Gaia Straccamore e Alessandra Amato, per esempio, prendendo spunto dal percorso che avevo fatto in prima persona.

La sua gavetta l’ha resa straordinaria…

Tutti mi guardavano un po’ strabiliati perchรฉ non capivano come mai volessi portare il balletto in provincia. Finchรฉ poi, a un certo punto, hanno pensato che avessi ragione e le scuole di ballo sono fiorite, a dimostrazione che un grande interesse c’รจ e va difeso. Lo sforzo che bisogna fare รจ cercare di non far espatriare i nostri talenti e riunirli, anche in una piccola compagnia. Per fare questo, perรฒ, bisogna anche avere una struttura e un aiuto, e io non posso farlo da sola.

Le fa moltissimo onore il fatto che lei continui tuttora a sostenere i giovani. Uno di loro perรฒ lโ€™ha criticata: Roberto Bolle ha fatto delle dichiarazioni un poโ€™ scomode sui giornaliโ€ฆ(ha rilasciato unโ€™intervista in cui sostiene arrivato il momento per la Fracci di appendere le scarpette al chiodo, lasciando posto alle nuove leve n.d.r.)

Intanto, quando chiedono a Roberto Bolle cosa voglia fare, risponde di voler una sua compagnia e di fare il coach. Ma mi chiedo: cosa farร  dopo? Quando lui terminerร , cosโ€™altro potrร  fare ancora? Ha detto unโ€™assurditร ! Per stare in palcoscenico, poi, ci sono anche ruoli adulti, come la Regina Madre, la madre di Giselle… E questo vuol dire che non tolgo assolutamente nulla ai giovani! Probabilmente Roberto Bolle ha detto quelle cose spinto da qualcun altro, per motivi di natura pubblicitaria. Non credo siano state parole sue, anche perchรฉ ha grande stima per me. Io personalmente ho dato molto lavoro ai giovani. Anche quando i teatri richiedevano me, cercavo di portare tutta la compagnia, nonostante questo volesse dire avere un ritorno economico inferiore. Capisce?

Certo, la cosa che perรฒ non capisco รจ perchรฉ un Roberto Bolle debba dire cose su suggerimento di qualcun altro per attaccarlaโ€ฆ

Io dico che Roberto Bolle ha unโ€™esperienza che deve a insegnanti di certo non giovincelliโ€ฆ Vuole una sua compagnia, ed รจ giusto. Ma รจ altrettanto giusto che io possa averne una mia. Per dirigere una compagnia dal punto di vista artistico, espressivo, tecnico, e soprattutto stilistico, si necessita di tanta esperienza: io ho avuto la fortuna di vivere un periodo dโ€™oro accanto a grandi maestri, grandi coreografi. La mia insegnante, per esempio, รจ stata fondamentale per me, e non era certo una trentenne! Piรน di una volta mi ha portata ad esempio agli altri allievi, perchรฉ ero sempre la prima ad entrare in sala e lโ€™ultima ad uscire, approfittavo di ogni momento per esercitarmi da solaโ€ฆ Quando sono diventata insegnante, a mia volta, ho cercato di incoraggiare i miei allievi a non adagiarsi sullโ€™ordine del giorno, studiando il piรน possibile anche per il bene della compagnia.
La dedizione al lavoro รจ importantissima, anche per chi la dirige. Perchรฉ nel momento in cui non ti dedichi alla compagnia, รจ come se si sentisse perduta.
Sulla nomina della Abbagnato non mi posso esprimere… รˆ una donna giovane, ha studiato a Parigi, dove a 42 anni si va in pensione. Io dico solo che mi sono ritrovata con ballerine che pur avendo superato i 45 anni non ho messo in panchina. Anzi, ho lavorato con loro, rispettando il physique du rรดle. Tra lโ€™altro รจ una cosa normalissima allโ€™estero. E non dimentichiamo che io stessa ho avuto lโ€™onore di interpretare Giulietta accanto a Margot Fontaine, nel ruolo di Madonna Capuleti! Non รจ tanto importante la giovinezza quanto la distribuzione intelligente dei ruoli. Io ho cercato di trasmettere carattere, forza, esperienza. Esattamente quello che Bolle dice di voler fare oggi in veste di coach!

Invece, qualche tempo fa, tramite la trasmissione “Le Iene”, la madre di un’allieva ha rilasciato delle dichiarazioni abbastanza pesanti sulla Scala. Ha detto: “Mia figlia ha dei disturbi alimentari come tutte le sue compagne, tutte le ragazze dell’Accademia sono in amenorrea, si guardano ossessivamente tra di loro continuando a controllare il peso”. Cosa si sente di dire in merito?

รˆย chiaro che una ballerina deve essere magra e deve stare attenta al peso. Ma non credo che l’anoressia sia un disturbo specifico delle compagnie di danza. Ho aiutato diversi ballerini, di cui non voglio fare i nomi, che avevano giร  gettato la spugna: si sono ripresi con la costanza dell’esercizio e con l’affiancamento di un dietologo. Tra un’alimentazione leggera e l’anoressia c’รจ una bella differenza. Questo luogo comune รจ dannoso, come pure il film “Il Cigno Nero”: anche se ci possono essere le gelosie e le competizioni, il mondo della danza non รจ cosรฌ. Le invidie e le difficoltร , poi, esistono in tutti i campi. Non bisogna stare troppo ad ascoltare queste cose.

Carla, il collo del piede, per cui Alessandra Celentano ad Amici fa delle vere e proprie crociate, รจ cosรฌ importante?

C’รจ chi lo ha per natura e chi se lo puรฒ creare con il lavoro. La cosa fondamentale รจ come ci si applica: perchรฉ stare a rendere le cose difficili? Il collo del piede รจ importante, maย Maya Plisetskaya se lo metteva anche finto, eppure era bravissima. Secondo me sono solo chiacchiere.

Mi ha colpito molto leggere una sua dichiarazione sui giornali: “Non aiutai Valpreda, e provo ancora rimorso”… ricordiamo ai nostri ascoltatori che Pietro Valpreda era un ballerino di teatro e TV che fu poi coinvolto nella strage di Piazza Fontana.

Lui aveva chiesto lavoro e io in quel momento non potevo darglielo. Forse avrei potuto telefonargli… Era un grande lavoratore e una persona molto carina,ย con un grande amore per la danza. Ci sarebbero tante cose da dire, e penso che bisognerebbe essere ascoltati e ricevere qualche volta una telefonata per parlare della danza. Che non morirร  mai, perchรฉ ci sono comunque tante piccole compagnie che in qualche modo riescono a tirare avanti, nascono nuove scuole di ballo e sono anche stata a diversi concorsi dove vengo sempre accolta con riconoscimento per quello che ho fatto, non soltanto con il bel faccino! Questi giovani perรฒ vanno incoraggiati e aiutati ad andare avanti con delle strutture adeguate.

Come augurio per la danza, citiamo un verso che le dedicรฒ Montale: “Che torni a fiorir la rosa”.

Non lasciamo morire l’arte: evviva la danza, evviva la cultura!

5 Commenti

  1. Sono Luca. E se Carla Fracci fosse una miracolata della danza. L’ho vista in una sequenza televisiva sostenere la sinistra in modo pacchiano. E’ una rottamata , รจ una PCI-PDS-DS-PD di Bersani-Cuperlo-d’Alema-Civati. Proprio non mi piace. GRAZIE.

  2. Ho assistito alla Scala alla grande esibizione della prima ballerina nella esecuzione di “Raymonda”.Al confronto la Fracci dei miei ricordi mi e’ sembrata una anatra zoppa.Il rammarico di non avere potuto aiutare un anarchico la rende “paralitica del pensiero”:

  3. Fracci: ” … e ne provo ancora rimorso!” Una tardiva dichiarazione di rimpianto alla ricerca di consolazione … Un modo per seguire la moda di questi ultimi anni in cui molti artisti – e molti che credono d’esserlo – si flagellano pensando che – cosรฌ facendo – continuino a restare nella cerchia delle simpatie del pubblico. Tutti a testa china di fronte all’intervistatore , tutti con la cenere sul capo โ€ฆ ma poi pronti ad una bella doccia purificatrice ad intervista finita.

  4. la cultura non รจ solo danza, pittura ecc., la cultura รจ quell’insieme di attivitร  che un popolo trasmette di generazione in generazione, dando origine e sviluppo nel modificarsi migliorando al cosiddetto stile di vita. La danza ecc. sono uno degli aspetti della cultura

  5. come dicevano gli antichi: sutor , ne ultra crepidam. quando la facci sale oltre la suola rischia di steccare.

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