Il piccolo-grande cantautore scoperto da Lavezzi

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Lorenzo Vizzini, classe ’93, è ospite nell’ultimo cd della Vanoni.

di Giovanni Terzi

“Le lacrime della luna in questo mondo che scende giù dal faro, in questo mondo lontano” sono versi poetici, le parole di una canzone che è la storia di una luna che guardava il mondo; sono i versi che Lorenzo Vizzini, oggi giovane autore, compositore e cantautore scrisse all’età di sei anni. “Le lacrime della luna” è stato il primo scritto di Lorenzo. Lorenzo Vizzini nasce a Ragusa nel 1993 e la musica e le parole sono la sua vita, da sempre. La precocità con cui Lorenzo iniziò a scrivere ci permette di dire che la musica e Lorenzo Vizzini sono la stessa cosa e che l’armonia faceva parte del suo codice genetico.

Sicuramente la volontà di esprimere ciò che abbiamo dentro è in ognuno di noi; ma è nella consapevolezza di conservare quell’antico foglio dove scrisse il suo primo testo che ci rappresenta la percezione che, sin da piccolo, Lorenzo aveva della musica come missione. Dapprima l’uso della parola, poi l’armonia musicale e infine, a soli undici anni, l’utilizzo della chitarra hanno costruito l’artista Vizzini che, ancora oggi, non è in grado di comprendere il confine tra il gioco e il lavoro.

Lorenzo scrive e compone quasi 300 brani ogni anno. La forma espressiva della scrittura è così intima, profonda e colta da divenire semplice e immediata per chi ascolta le canzoni di Lorenzo. Così accade che le persone più profonde e colte sappiano tradurre in modo popolare i propri sentimenti; così accade che Lorenzo Vizzini racconti le storie di tutti i giorni. Lorenzo porta nei suoi testi la nostra vita di tutti i giorni e la racconta attraverso la propria sensibilità e il proprio vissuto. Così, appena sbarcato a Milano, incontra un grande della musica italiana, Mario Lavezzi.

Mario comprende subito il grande talento di questo giovane cantautore e lo inserisce nell’ultima impresa musicale di Ornella Vanoni, Meticci.
Il testo La donna dai capelli blu mare è una poesia capace di far percepire a chiunque la forza di una donna che raccoglie e conquista gli uomini con il prodigio dei propri lunghi capelli. Lorenzo rimane un sognatore di paesaggi, un Folon che attraverso le parole e le musiche ci accompagna in un percorso metafisico, che però pone le proprie radici nella realtà quotidiana perché, come racconta nella sua canzone Dei miei amori, “la vita è un foglio, non puoi uscire dai margini”.