Nella quarta puntata di Radix, in onda su Rai3 alle ore 23, Edoardo Sylos Labini, accompagnato dalle musiche di Sergio Colicchio, conduce il pubblico alla scoperta de L’Aquila, città profondamente identitaria, capace di rialzarsi ogni volta dopo i terremoti che ne hanno segnato la storia.
Il viaggio televisivo attraversa i luoghi più simbolici del capoluogo abruzzese: dalla Basilica di San Bernardino a Santa Maria di Collemaggio, dal Forte spagnolo alla Fontana delle 99 Cannelle. Un racconto che si sviluppa grazie al contributo di ciceroni ed esperti della storia e delle tradizioni locali, intrecciando luoghi e memoria collettiva con le vicende di personaggi che hanno lasciato un segno profondo nell’identità della città.
Tra le figure centrali della puntata emerge quella di Celestino V, eletto Papa nel 1294 all’età di 79 anni e passato alla storia per la sua clamorosa rinuncia al soglio pontificio dopo appena cinque mesi. Un pontificato breve ma decisivo, durante il quale istituì la Perdonanza, evento religioso di straordinaria importanza, considerato una sorta di Giubileo ante litteram, che ancora oggi si celebra ogni anno a fine agosto proprio all’Aquila.
Spazio anche a Gioacchino Volpe, uno dei più autorevoli storici italiani del Novecento, docente universitario e autore di fondamentali studi di storia moderna e contemporanea, la cui figura venne progressivamente rimossa dal dibattito culturale nel secondo dopoguerra.
La puntata rende poi omaggio a Amalia Sperandio, fotografa straordinaria riscoperta solo in tempi recenti. Una donna che agli inizi del Novecento percorreva l’Abruzzo documentando monumenti, paesaggi e volti di ogni estrazione sociale, realizzando autentici reportage fotografici e incarnando un esempio precoce e concreto di emancipazione femminile.
Non solo persone e luoghi: anche lo sport diventa chiave di lettura dell’identità cittadina. E a L’Aquila lo sport simbolo non può che essere il rugby, disciplina che ha accompagnato la città tra passione, sacrifici e successi, diventando parte integrante del suo DNA.
Nel finale Edoardo Sylos Labini incontra un aquilano doc: Bruno Vespa. Il direttore e giornalista racconta i suoi esordi giovanissimi nella redazione aquilana de Il Tempo, i luoghi della sua giovinezza e il legame mai reciso con la città natale. Un racconto personale e intenso, che si intreccia con il ricordo del terremoto del 2009, evento che ha segnato profondamente L’Aquila e la sua stessa vita umana e professionale.
Ad accompagnare il viaggio di Radix ci sono i ciceroni locali: il giornalista Stefano Dascoli, l’ex campione di rugby Serafino Ghizzoni, l’animatore culturale Cesare Ianni e lo scrittore Angelo De Nicola, voci autorevoli di una città che continua a raccontarsi, tra ferite e rinascita.













