La Metarealtà nelle opere seduttive di Alessio Gloria

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Ottenere un risultato compositivo soddisfacente ed esaustivo da poter essere definito ‘bello’ non è mai un lavoro di semplice adattamento ma un percorso ricco di specificità, di esplorazione ed utilizzo delle infinite potenzialità dello strumento stesso. Alessio Gloria, architetto di interni di formazione, persegue il bello alla stregua di un ideale chiaramente classico, ottenendo risultati creativi appaganti per mezzo di schemi compositivi e regole di libera rappresentazione messe in pratica più o meno consapevolmente.

“Dò forma e dunque realtà, seppur virtuale, a scenari tridimensionali per una successiva rappresentazione istantanea degli stessi. Come una fotografia ma con regole spaziali da me definite, senza vincoli e che risultino alla fine ‘esteticamente funzionali’ ed attraenti oggetti d’arredo”.

Alessio Gloria ha ben chiara la sua ‘metarealtà’ sia che essa assuma le sembianze di un paesaggio più o meno verosimile (discostato appositamente dal reale), sia che l’oggetto fluttui nel nulla come un fluido tracciante dettagli di un volto, di un’ombra o di una qualsiasi geometria che catturi la sua attenzione. Il significato di Fotorealismo, di cui possiamo concedergli premio rappresentativo ad excellentiam, appare evidente in ogni parte osservando le opere di Gloria; un punto di partenza realistico ma non troppo, che sfocia in una fotografia virtuale e prende vita al pari di uno scatto convenzionale. La differenza è tracciata dall’utilizzo di software di modeling 3D ed avanzati render fotorealistici utilizzati in architettura che rendono il risultato finale una perfetta combinazione tra contemporaneo e futuristico.

L’artista immagina i suoi quadri collocati all’interno di ambienti domestici o di ritrovo in cui possano apparire semplicemente ‘cool’ ed in linea con coloro che vi fluiscono o totalmente discostanti ed in totale contrasto con lo stile d’arredamento o il fine utilizzativo dello ‘spot’. Una filosofia rappresentativa che può sicuramente dirsi tutto il contrario di tutto: esclusività che rende inclusiva la grafica parietale, artistica a tutti gli effetti. Non esiste una volontà da parte dell’artista di inquietare, meravigliare, stupire o smuovere particolari sensazioni, l’interpretazione non è da lui dettata come volontà personale ma libera di essere e vivere di pari passo al feeling percettivo di chi osserva.

“Mi anima l’ambizione di comporre opere accattivanti, magari criptiche fino alla seduzione o all’angoscia, per luoghi (e perché no anche committenti) privilegiati e altrettanto caratterizzanti.”

I colori utilizzati, la disposizione di luci ed ombre, la morbidezza delle forme e la spigolosità architettonica delle geometrie, conferiscono un senso di segretezza ed intimità così profondo da sembrare realistico ed accogliente, ma allo stesso tempo freddo e disabitato come un luogo ancora da esplorare. Filosofia e passionale realismo, contraddizioni in termini che rendono le opere di questo ARTarchitetto delle opere d’arte a tutti gli effetti.