“Dal Romanticismo all’ impressionismo” il concerto diretto da Stéphane Denève

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All’Accademia Santa Cecilia, all’Auditorium Parco della Musica di Roma, domenica 20 novembre, è stata la serata del direttore d’orchestra Stéphane Denève e della violinista statunitense Hilary Hahn, la quale nel primo tempo ha deliziato il pubblico con la suite Ma mère l’Oye di Ravel, opera evocativa e fluttuante, ricca di lirismo e vampate di genio. La strumentista ha qui sfoderato tutto il suo talento, capace di usare il violino in modo libero, lasciandoci inebriare da numerosi timbri, plurime sfumature sonore, di cui la musica di Ravel è ricca.

La scaletta continua con il Concerto per violino n. 1 di Prokof’ev, dove prosegue il grande affiatamento tra direttore, orchestra e violinista, che riesce anche qui a interpretare al meglio una partitura complessa, valorizzando tutti i colori dell’opera del Maestro russo, che come altre è onomatopeica, oscillando tra brillantezza e melodie misteriose, fattori che rendono questa poetica particolarmente autentica e distintiva.

Prima di accomiatarsi, la Hahn ha eseguito due fuori programma, l’uno tratto dal repertorio novecentesco, l’altro settecentesco, dando così prova di grande intensità e duttilità, accaparrandosi con merito i calorosi applausi del pubblico.

Un secondo tempo dedicato interamente alla Sinfonia n. 4 di Čajkovskij, facendo così un passo indietro dal punto di vista cronologico, passando dal repertorio del Novecento a quello dell’Ottocento. Per la grande Musica però non esiste un nuovo e un vecchio, perché la sua freschezza permane nel tempo eterna e immortale. È per tale ragione che la sinfonia in questione (celeberrimo il terzo movimento, pizzicato ostinato) non può fare altro, sempre, di toccarci nel profondo, sprigionando una passione smisurata che giunge dritta dritta al cuore degli astanti, grazie anche all’ottima interpretazione del bravo ed esperto Maestro Denève e dell’eccezionale ensemble di Santa Cecilia, abituata a performance di alto livello.

Una serata di musica intensa e piacevole, capace di coniugare Romanticismo e Impressionismo, ‘800 e ‘900 attraverso grandi interpreti della scena internazionale.

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