Tesla l’uomo dal futuro il corto pluripremiato di Parrello

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Nikola Tesla- The man from the future è un cortometraggio girato in lingua inglese che narra le vicende del noto inventore durante la presentazione di un motore asincrono a corrente alternata. Il progetto è costituito da due versioni, una cinematografica ed una in VR 3D con cui lo spettatore ha la possibilità di entrare nel corto a 360 gradi. Gli effetti di scena sono stati realizzati grazie ad una bobina originale di Tesla portata sul set per rievocare la giusta atmosfera. Abbiamo incontrato l’artefice dell’intero progetto, il regista e interprete Alessandro Parrello.

Da dove nasce l’idea di realizzare un cortometraggio così diverso da ciò che il mercato richiede?

Ero un po’ stufo dei classici temi che oramai influiscono nei festival. Ho deciso di avventurarmi in qualcosa di nuovo. Ho scoperto un personaggio  che trovo fantastico, un grande inventore a cui dobbiamo molto. La cosa che mi fa più piacere è che continuiamo a vincere premi ovunque, questo dimostra che se proponi qualcosa di innovativo le persone lo apprezzano.

In questo progetto sei attore, regista, sceneggiatore e produttore. Quanto è stato difficile lavorare nei diversi reparti?

È stato fatto un grande lavoro dietro le quinte grazie all’amore che metto in tutto ciò che faccio e al desiderio che avevo di realizzare questo progetto, volevo farlo a tutti i costi e quindi ho dato tutto me stesso. Ciò mi ha messo in una condizione di voler realizzare qualcosa di grande, soprattutto nei confronti del pubblico che dovrà poi guardare il corto. Dopo aver vinto il bando del nuovo imaie, avevamo una cospicua somma di denaro che ci avrebbe permesso di mettere in scena quel che avevo ideato. Da lì ho coinvolto la co-produzione inglese, sponsor privati e con la casting director Teresa Razzauti abbiamo organizzato dei provini a Londra e così è partito tutto.

Per quanto riguarda il set è stato un delirio. Abbiamo girato cinque giorni in Italia poi, con il direttore della fotografia siamo andati a New York per girare la scena finale del corto e la cosa pazzesca è che il palazzo che si vede nell’inquadratura è il luogo in cui Tesla andava a cena con Mark Twain. La cosa più straordinaria è che il palazzo è rimasto con la stessa facciata di allora, mentre gli edifici di fianco sono cambiati. Non ho nemmeno pagato la location perché avevo scritto una lettera romantica ai proprietari del palazzo, che per altro è la più antica steak house degli Stati Uniti, girandogli il progetto con alcune clip del girato e loro mi hanno risposto dopo pochissime ore dicendomi di essere molto interessati all’idea di collaborare ad una pellicola su Tesla. Quella è stata la scena più difficile che abbiamo girato, impiegandoci 28 ciak, a causa dell’inesauribile traffico notturno.

Il corto è disponibile anche in realtà virtuale Vr 3D.

Esatto. Quella è stata un’altra follia che ho voluto proporre. Ho detto: “Se Tesla è stato un innovatore, in qualche modo voglio esserlo anch’io attraverso il cinema”. Così, ho costruito questo caschetto fatto di dieci telecamere ed una volta finito di filmare le scene in maniera cinematografica, ossia con la macchina da presa, pulivo il set e con questo caschetto giravo daccapo le stesse scene. Attraverso l’utilizzo del VR 3D lo spettatore ha la possibilità di immergersi totalmente nella storia, osservando i personaggi e i luoghi della pellicola attraverso gli occhi del protagonista, gli occhi di Tesla.

Dopo Nikola Tesla c’è un’altra figura su cui è incentrato il tuo ultimo progetto, Dante Alighieri e la sua Commedia.

A proposito di questo posso dire di essere affascinato dalle figure che la storia ha un po’ messo in secondo piano, nonostante abbiano realizzato qualcosa di notevole importanza tanto da cambiare il mondo. Per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta ho deciso assieme ad ETT di riportare, attraverso l’utilizzo del VR 3D, l’Inferno, dando la possibilità al pubblico di fluttuare come se fosse Dante. Sarà una fusione tra la regia live action e la CGI curata da Federico Basso. Anche questo corto l’abbiamo girato in entrambe le modalità, quindi sarà possibile visionarlo anche sullo schermo in maniera tradizionale. D’ora in avanti, tutti i lavori che dirigerò saranno fruibili sia come film che come esperienze immersive. La cosa divertente è vedere le persone come reagiscono per la prima volta questo nuovo linguaggio a cui il cinema, come i videogiochi, si sta legando sempre di più.

Tornando a Tesla, il rapporto con quella figura non è finito…

L’idea sarebbe di tornare sul set a Luglio per girare un altro episodio sulla vita di Nikola Tesla per poi lanciarlo il 10 novembre prossimo, in occasione della giornata mondiale sulla scienza, con Rai Play. Spero di riuscire nell’impresa, in contemporanea al romanzo che sto scrivendo su Tesla. È come se quel visionario scienziato mi avesse rapito. Pensa che mi sono persino tatuato su un braccio l’unica sua frase vera  presente nel mio cortometraggio. Non puoi rivoluzionare il mondo senza fantasia, non puoi fermarti a qualunque limite. Questo è lo spirito con cui faccio i miei progetti e credo sia lo stesso con cui Tesla abbia affrontato la sua difficile vita, credendo nei propri sogni ed infatti ancora oggi, dopo 130 anni  parliamo di lui ed io attraverso i suoi occhi ho raccontato la storia di un sogno. Come dice lui stesso nel finale: “Il presente lo lascio agli altri ma il futuro per cui ho davvero lavorato è mio!