“Tulipani di Seta Nera”, il Cinema giovane racconta la diversità

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L’arte cinematografica, nonostante la chiusura delle sale, e il talento dei giovani impegnati nella produzione di cortometraggi sulle svariate tematiche di rilevanza sociale. Dalla Direzione Cinema del Ministero della Cultura (Mic), in live streaming, la presentazione della 14esima edizione del Festival Internazionale del Film Corto Tulipani di Seta Nera. Con la presidenza di Diego Righini, realizzata dall’associazione Università Cerca Lavoro e la direzione artistica di Paola Tassone, la kermesse come di consueto accende i riflettori sulle opere filmiche d’autore degli emergenti che, attraverso il potere delle immagini e dell’immaginazione, raccontano il concetto di diversità inteso come valore aggiunto nelle sue molteplici sfaccettature. Tali da offrire validi spunti di riflessione e dibattito nell’attualità che, tuttora, stigmatizza l’errore o chi fa la differenza.

REGISTI EMERGENTI E TEMI D’ATTUALITÀ

«Fra i temi di quest’anno bullismo, violenza di genere, razzismo. Sono molto soddisfatta perché i registi si sono fatti portavoce delle difficoltà, delle emergenze sociali e ambientali che il periodo pandemico ha evidenziato», spiega Tassone. Short movie per valorizzare prospettive e punti di vista personali, emozioni e idee tradotte in singolari narrazioni di celluloide con lo scopo di intercettare sullo schermo l’evoluzione di un tempo sospeso. Quello che, dopotutto, stiamo vivendo ma non è riuscito a fermare la creatività tra una zona rossa e un lockdown. Nell’era crossmediale, la cinepresa diventa il mezzo espressivo dello storytelling contemporaneo per percorrere una strada comune, libera da pregiudizi e stereotipi diffusi. Un dialogo intergenerazionale volto a promuovere lo sviluppo di una comunità integrata, sensibile alla sostenibilità ambientale e al supporto, nonché all’accoglienza, dei più deboli. Al meeting digitale, il saluto introduttivo di Nicola Borrelli, che guida la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del  Mic,  gli interventi dell’ad di Rai Cinema Paolo Del Brocco, del direttore Rai per il Sociale Giovanni Parapini e del presidente Righini, che dichiara: «Abbiamo subito voluto mettere a disposizione del governo Draghi il nostro progetto culturale per rilanciare tutti i messaggi dell’audiovisivo nella transizione ecologica e sociale, guardando alla disabilità, ai giovani e ai territori svantaggiati per un lavoro sicuro e moderno. Racconteremo, con gli autori Pino Strabioli e Stefano Jurgens, le fragilità e le bellezze delle persone e dei luoghi».

I CORTI E IL “PREMIO SORRISO RAI CINEMA CHANNEL”

Durante l’incontro virtuale sono stati svelati i 60 lavori in nomination per il Premio Sorriso Rai Cinema Channel, provenienti dall’Italia e dall’estero, visibili proprio a partire da oggi sulla piattaforma dedicata www.tulipanidisetanera.rai.it, avviata dal responsabile marketing di Rai Cinema Carlo Rodomonti. «È nella mission della nostra Direzione Generale essere accanto a manifestazioni come queste. Il cinema e l’audiovisivo sono strumenti fondamentali dell’identità territoriale, ma sono altrettanto importanti per parlare del comune sentire, dei modi di vivere e di altre questioni che non trovano il giusto risalto nei mass media.- sottolinea Borrelli – Un’iniziativa che non vuole solo narrare la diversità ma la sua stessa essenza. Abbiamo affiancato il Ministero dell’Istruzione e l’Istituto Rossellini nel finanziamento di alcune opere del Festival»«Partecipiamo con grande entusiasmo per avvicinare le nuove generazioni al cortometraggio e per supportarne la filiera, oltre che per dare visibilità ai nuovi talenti. Il vincitore della scorsa edizione ha avuto oltre 2 milioni e mezzo di visualizzazioni: un dato che ci spinge a continuare. Mettere in piedi un festival in tutti i suoi aspetti – conclude – è un’operazione meritoria per chi l’ha pensata, per chi la sta portando avanti con tenacia, anche nel reperimento dei fondi, e con la generosità di coloro che sono coinvolti», chiosa Del Brocco. In collegamento, i rappresentanti dei partner istituzionali, tra cui InailAnmil, AsvisEnitEns e Fondazione Univerde, i quali hanno scelto i tre corti che, a loro giudizio, hanno saputo meglio interpretarne gli obiettivi. La conferenza, inoltre, ha predisposto un servizio d’interpretariato nella lingua dei segni italiana (Lis) grazie all’Ente Nazionale Sordi – Ens Onlus. Una rassegna che, secondo Parapini, si configura come «un unicum nel panorama nazionale perché capace di promuovere un ruolo sociale sempre più delicato e importante della cinematografia italiana, un compito che viene spesso collocato in modo laterale ma che, al contrario, è in grado di smuovere le coscienze, costruire momenti di pensiero, creare nuove forme di apprendimento ed educazione».

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