Giorgio Borghetti: “Tutto iniziò con il provino per E.T.”

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La sua voce ci fa compagnia dal 1982, ma in pochi lo sanno. Giorgio Borghetti, oltre che abile attore, è uno dei “signori doppiatori” italiani. Ricordate il bambino di E.T. l’extra-terrestre, il portiere Benji dell’anime calcistico e Atreyu de La storia infinita? Ha prestato la sua voce, negli anni, anche a Wes Bentley, Luke Evans e Charlie Hunnam. Tanto per fare qualche esempio.

Dopo la pausa “forzata” degli ultimi mesi, Giorgio, reduce tra l’altro del recente successo della tournée teatrale di Viktor und Viktoria, assieme a Veronica Pivetti, tornerà a breve nelle sale di doppiaggio e, probabilmente, sul set di Un posto al sole. Nella speranza che l’estate gli confermi la partenza di un nuovo progetto teatrale, Into the dust, dedicato all’11 settembre.

Hai iniziato questo lavoro quando eri davvero bambino: nel 1982, appena undicenne, diventi Elliott in E.T. Come ci sei arrivato?

Le figlie di un’amica di mia nonna erano doppiatrici. Essendo un ragazzino molto sveglio, mi hanno spinto loro per questa strada, partendo da piccolissimi ruoli. Quando io uscii dal provino per E.T. ero in lacrime: mio padre andò alla direttrice di doppiaggio per chiederle scusa, qualora non fossi andato bene. Gli spiegò, invece, che ero entrato talmente tanto nella parte che mi commossi. Evidentemente c’era una base di talento e predisposizione. Ancora a livello istintuale, non tecnico…

Ma tu da ragazzino cosa volevi fare “da grande”?

Col senno di poi potrei dirti tante cose. Io sono uno dei pochi ragazzini della mia età che, oltre a lavorare, si è anche diplomato, maturità scientifica. Contemporaneamente facevo anche tanti sport: tennis, basket, pallavolo, beachvolley. Ero un piccolo supereroe. Certo, ci sono stati dei momenti in cui avrei voluto vivere la mia adolescenza, con maggiore spensieratezza. Il doppiaggio era ancora un gioco, a volte ci trovavamo a improvvisare un pallone con i copioni che non usavamo più. Ora, però, guardando l’uomo che sono, posso dirmi contento. Per quello che ho vissuto e per come l’ho vissuto.

Non hai mai avuto dubbi?

C’è stato un periodo in cui, prima di iniziare a fare l’attore, volevo mollare il mio lavoro da doppiatore. Intorno ai 25 anni, infatti, volevo diventare un maestro di sci. Parlando con amici e maestri, mi hanno fatto capire che non sarebbe stato solo divertimento, ma anche freddo, fatica, disagio. Per fortuna cambiai idea, perché poco dopo incontrai quello che sarebbe stato il mio insegnante, a cui dovrò sempre dire grazie, Riccardo de Torrebruna. Così ho iniziato a lavorare anche come attore.

Hai mai incontrato dal vivo uno degli attori a cui hai dato la voce?

No, mai. E mi è dispiaciuto tantissimo, per questioni di traffico, non riuscire a incontrare Casey Affleck, in occasione della proiezione romana di Light of My Life.

La voce che ti ha comportato maggiore fatica.

Ce ne sono state tre. Sembra paradossale, ma è stato complicatissimo doppiare il ragazzo muto del film Il ragazzo che sapeva volare. E’ difficile, infatti, esprimere dei sentimenti solo con i versi.  Ma è stato complesso anche doppiare un ragazzo down nella serie tv Una famiglia come le altre. Infine, da un punto di vista interpretativo, è stato arduo anche il doppiaggio di Tom Hardy in Legend, in cui interpreta due fratelli gemelli, uno normale e l’altro psicopatico.

Nella tua carriera hai interpretato ruoli in serie tv quali Incantesimo, Centovetrine, Elisa di Rivombrosa: quale proposta ti è mancata, quella a cui avresti detto subito di sì.

Avrei voluto dire di sì, ma non ho potuto in quanto impegnato nel musical Bulli e pupe, a Marcinelle. Mi manca anche un bel film per il cinema. Anche se lo scorso inverno è uscito il film indie Solo cose belle, fatto con i sacrifici di tutti: un piccolo miracolo italiano.

Con quale regista italiano ti piacerebbe lavorare?

Non ti nego che mi sarebbe piaciuto essere nel cast di Perfetti sconosciuti. Mi piace molto Paolo Genovese, ma anche ovviamente Paolo Sorrentino. E ancora Paolo Virzì e Luca Guadagnino. Ma c’è ancora tempo…