Quelle Meduse che fanno bene…

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"Le Meduse" di Vera Agosti, altare contro la malattia
A.Riga, Accattone, acrilico su tela, 2012

Il Coronavirus non risparmia niente, neanche l’Arte. È per questo che è venuto il momento di unirsi, in questo caso con un’iniziativa del movimento d’arte contemporanea Le Meduse, fondato dal critico d’arte Vera Agosti, che riunisce sei artisti: Giovanni Cerri, Maurizio Cariati, Anna Madia, Emanuele Gregolin, Iacopo Raugei e Andrea Riga, che attraverso i social network hanno la possibilità di confrontarsi con l’emergenza, presentando nuove opere in linea con la pandemia o riutilizzando lavori ritenuti adatti al caso. Alcuni di questi saranno venduti, con il ricavato che sarà donato alla Protezione Civile.

Per quanto riguarda le opere, scegliendone una significativa per ogni Autore, diremo che Giovanni Cerri partecipa con la sua Storia di un’epidemia, dove viene dipinta una città deserta, con tanto di carrelli da supermercato abbandonati e che riecheggiano questo momento di desolazione. Per Maurizio Cariati Tutto andrà bene, con questo quadro in cui un fiore rosso cresce nel nulla e dal nulla, simbolo di una speranza che non dobbiamo mai perdere. Il lavoro di Anna Madia è Il respiro a metà, in cui una donna è rappresentata mentre si tiene sul volto un centrino di pizzo, che si trasforma in qualche modo in una mascherina. Il naïf Emanuele Gregolin dipinge Città, presenze (Milano), con la città lombarda che viene illuminata da un minaccioso sole rosso, che si tramuta nella temibile molecola del virus. In Know thyself, Iacopo Raugei si focalizza sul lavoro dei ricercatori e degli scienziati, che operano nell’ombra, per servire la luce. Andrea Riga porta Accattone, dove troviamo un uomo deceduto nella solitudine, senza la possibilità di ricevere le ultime premure da amici e familiari. Queste sono solo alcune delle opere partecipanti al progetto. Per saperne di più è possibile contattare Le Meduse, tramite Facebook.