Io sono la bestia. E noi… anche

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Bisogna scrivere per impressionare qualcuno, scriveva Kurt Vonnegut. E Nicole, Mimì, Veli, Michele e Arianna sono persone che impressionano, che restano.

Sono loro i cinque personaggi che animano il romanzo di Andrea Donaera, Io sono la bestia (NN Editore, anno 2019, pp.240, euro 16,00), che sviluppano e alimentano la bestia che dà il titolo al libro.

Sì, la bestia. Quella che inconsciamente è sopita dentro ogni essere umano, quella che si crede sia insita solo in persone malvagie, assassini o corrotti… in una parola sola, delinquenti. Perché Mimì è un delinquente, il più feroce tra tutti, il più truce. È il capo della Sacra Corona Unita ed è folle di dolore perché Michele, il suo unico figlio maschio, si è suicidato. Ma ciò che più lo addolora non è il gesto in sé e per sé ma la ragione per cui ha scelto di farlo. Si mormora infatti che sia stato deriso da una ragazzina, Nicole, per un regalo che voleva farle all’uscita della scuola: un quaderno di poesie. Michele era innamorato di Nicole, e davanti a quel gesto, quel rifiuto, si è tolto la vita. Mimì medita vendetta: fa prelevare Nicole dai suoi scagnozzi, Vincenzo e Carmine, e la fa rinchiudere in una casa abbandonata nelle campagne salentine dove a far da guardia ai reclusi della cosca ci pensa Veli.

Veli non è, all’apparenza, come Mimì. Da sempre innamorato di Arianna – figlia femmina del capo e sorella di Michele – quando incontra per la prima volta gli occhi di Nicole in lei rivede Arianna. I dialoghi che seguono tra i due sono dialoghi fatti di silenzi, segreti, provocazioni, indiscrezioni ma anche di sfida e ferocia, la ferocia tipica degli animali, delle bestie.

Il romanzo si compone di tre parti ed è narrato a più voci. La storia che il lettore si trova davanti è una storia raccontata dal punto di vista di ciascuno dei protagonisti; la scelta di questa tecnica narrativa permette di calarsi appieno nella trama e di comprendere a fondo le personalità dei personaggi che si susseguono. Sono tutti dei caratteri molto forti, persino quello che a prima vista appare come il più debole (Michele, Carmine e lo stesso Veli) nasconde dentro di sé una caratteristica prorompente. È questo tratto che sconvolge chi legge Io sono la bestia, perché instilla la convinzione di avere di fronte un romanzo fatto e frutto solo di poesia, di dolcezza e di favola. È innegabile che vi siano all’interno della storia anche gli elementi appena citati ma la contrapposizione tra poesia e ferocia, violenza e dolcezza, sensibilità e mancanza di compassione viaggiano – paradossalmente – sullo stesso binario, e lo fanno in maniera affascinate e sorprendente. Il libro cattura sin dalla prima pagina, crea disturbo e orrore e (per ragioni incomprensibili) stimola l’appetito nel lettore, coinvolgendolo a “divorare” il dramma che si consuma sotto agli occhi.

 Il romanzo di Andrea Donaera, "Io sono la bestia"

Indubbio è il talento di Donaera nell’aver saputo costruire, anche con una certa naturalezza e con uno stile di eccezionale qualità, un plot che dà vita a sentimenti contrastanti che spaziano in un universo che va dall’adolescenza alla maturità, dall’odio all’amore, dall’innocenza alla consapevolezza di sé. Niente stona, niente è fuori posto, neanche i passaggi del libro che comprendono le poesie tratte da Il Quaderno di poesie di Michele Trevi: tutto è narrato con lirismo, coralità e sensibilità. L’utilizzo di epifore inoltre rende Io sono la bestia un testo più che originale, non solo perché rimarca la natura poetica dell’autore ma, soprattutto, perché rende ancor più sentito e vissuto quel filo stretto che lega i pensieri e le azioni dei personaggi, sì che Nicole, Mimì, Veli, Arianna diventano persone che non si dimenticano, che si portano scolpiti nella carne perché sanno essere umani e bestie, recano con loro un dolore e un passato che si sente, che brucia, che li rende fragili come “pietre ferme e stanche che tremano”.

Andrea Donaera, scrittore salentino, ha pubblicato la raccolta Una Madonna che mai appare all’interno del XIV Quaderno italiano di poesia contemporanea edito da Marcos y Marcos. Io sono la bestia, nato come piccolo testo teatrale, è il suo romanzo d’esordio.

Un romanzo in bilico tra l’amore e la morte dove nessuno si salva e chiunque – personaggi finti e non – è destinato a perdersi.

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Costanza Carla Iannacone
Nasce a San Giovanni Rotondo e a diciotto anni si trasferisce a Roma, dove si iscrive alla Luiss Guido Carli conseguendo la laurea in giurisprudenza. Scrive per "Il Nasone di Prati", mensile dell'allora XVII Municipio della Capitale, "Roma Tg24", e per "Il Gargano" e "La mia città", testate locali del paese d'origine. E' tv blogger per una settimana per il "TV Sorrisi&Canzoni" (allora diretto da Alfonso Signorini). Ha scritto per "Vivere Light", "Girlfriend", "Dark", "La nonna in cucina" e per testate online come "Lineadiretta24", "Persinsala", "O" (magazine della Scuola di scrittura Omero), "Cinemaevideogiochi", "Lindiceonline" e "Mister Movie". Nel suo curriculum annovera anche diverse poesie per la Aletti Editore, la Sentierimeridiani Edizioni e, da ultimo, la Giulio Perrone Editore. È redattrice del mensile del libro e della lettura "Leggere:Tutti" e della testata online "La Platea".