Lโavevamo vista da Federico Rui a Milano con Eden, una mostra incentrata sui momenti di vita quotidiana ai tempi pionieristici di Israele al margine del deserto.
Lei รจ Barbara Nahmad (1967, vive e lavora a Milano) e dal deserto la ritroviamo oggiโฆOltremare: questo infatti รจ il titolo della sua ultima personale, sempre da Federico Rui, a cura di Angelo Crespi e visitabile per tutto il mese di dicembre.
Oltremare รจ una mostra dove il concetto di “ricordoโ, raffigurato con una pittura dalle essenziali cromie e dal grande fascino attrattivo, ora sopravviene come un โquasi-ricordoโ: sei tele inedite di grandi dimensioni rappresentano infatti lโesito di una ricerca artistica coincidente con la riappropriazione del colore, che permette alla Nahmad di estendere idealmente la dimensione del paesaggio con sfumature e velature che in certo senso depotenziano il ricordo visuale dellโimmagine dentro di noi.
โIl sublime รจ l’eco di un alto sentireโ, scriveva infatti lo Pseudo Longino nel primo secolo d. C. nel suo Trattato del Sublime e osservando lโultima produzione di Barbara Nahmad riconosciamo la veritร di quel sublime estetico/filosofico: di fronte alla potenza della Natura la nostra umanitร si staglia in orgogliosa contemplazione.













