Contemplando orgogliosi quel “Sublime” di Barbara Nahmad

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Torna Barbara Nahmad alla galleria Federico Rui di Milano con la nuova personale "Oltremare"
Barbara Nahmad, Oltremare, 2019, olio su tela, cm 110x120, courtesy Federico Rui

Lโ€™avevamo vista da Federico Rui a Milano con Eden, una mostra incentrata sui momenti di vita quotidiana ai tempi pionieristici di Israele al margine del deserto.

Lei รจ Barbara Nahmad (1967, vive e lavora a Milano) e dal deserto la ritroviamo oggiโ€ฆOltremare: questo infatti รจ il titolo della sua ultima personale, sempre da Federico Rui, a cura di Angelo Crespi e visitabile per tutto il mese di dicembre.

Oltremare รจ una mostra dove il concetto di “ricordoโ€, raffigurato con una pittura dalle essenziali cromie e dal grande fascino attrattivo, ora sopravviene come un โ€œquasi-ricordoโ€: sei tele inedite di grandi dimensioni rappresentano infatti lโ€™esito di una ricerca artistica coincidente con la riappropriazione del colore, che permette alla Nahmad di estendere idealmente la dimensione del paesaggio con sfumature e velature che in certo senso depotenziano il ricordo visuale dellโ€™immagine dentro di noi.

โ€œIl sublime รจ l’eco di un alto sentireโ€, scriveva infatti lo Pseudo Longino nel primo secolo d. C. nel suo Trattato del Sublime e osservando lโ€™ultima produzione di Barbara Nahmad riconosciamo la veritร  di quel sublime estetico/filosofico: di fronte alla potenza della Natura la nostra umanitร  si staglia in orgogliosa contemplazione.

Quando lo Stato dโ€™Israele era il paradiso in terraโ€ฆ

Guido Morselli e quel โ€œGrande Incontroโ€ tra Pio XII e Stalin..