Claudia Cantisani, mood swingante per tipi goliardici

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Angela Lonardo, Fausto Mesolella, festival di Sanremo, festival di Castrocaro, Claudia Cantisani, swing, jazz«Una voce così non si sentiva dai tempi di Caterina Valente e di Mina». Sergio Caputo lo dice di Claudia Cantisani, la vocalist e compositrice laziale di nascita ma lucana d’adozione che ha pubblicato di recente l’album Non inizia bene neanche questo weekend (La Stanza Nascosta Records).

«Nasce nella quiete di un quinto piano mancante di ascensore di una casa in Latronico, paesello ridente – come diceva Padre Antonino del suo Scasazza – collocato tra le montagne della Basilicata. Come nel precedente Storie d’amore non troppo riuscite, racconto storie più o meno mie, più o meno vere» spiega a proposito del suo ultimo lavoro discografico.

Alle spalle Claudia ha anche un cd demo (autoprodotto) dal titolo Il fantastico mondo delle pescherie («I miei dischi fanno parte della mia vita, sono estremamente legata, affettivamente, a tutti e tre»). Il mood swingante e jazzy è il marchio di fabbrica dell’artista, cresciuta ascoltando e cantando la musica dei nostri cantautori («Il mio cavallo di battaglia nei miei trascorsi di pianobar era Pezzi di vetro di De Gregori»).

Secondogenita di quattro fratelli (di cui gli ultimi due gemelli), come racconta è stata la musica ad avvicinarsi a lei, attraverso la sua famiglia: «Mio nonno Francesco era un eccellente suonatore di mandolino, mia mamma era la leader de Anna e gli Aphars, band anni ’60 del litorale laziale, mentre la mia sorella maggiore Mena negli anni 90 era la reginetta de La bambola di Patty Pravo nelle feste di piazza di Basilicata e dintorni. Inoltre, a soli 14 anni i miei fratelli Massimo e Francesco, rispettivamente cantante/chitarrista e batterista, fondavano la teen-band Nuova situazione creativa».

Angela Lonardo, Fausto Mesolella, festival di Sanremo, festival di Castrocaro, Claudia Cantisani, swing, jazzFormazione classica culminata con il diploma in canto lirico, ha approfondito lo studio della scrittura al C.E.T di Mogol («Quando si scrive un testo si tende spesso a divagare, rischiando di andare fuori tema. La coerenza e la sintesi sono le cose più importanti che il C.E.T. mi ha lasciato»). «Spesso mi sveglio con un’idea che mi ronza per la testa e finché non va su carta continua a ronzare senza distinzione di luoghi e orari» dice Claudia della sua fase compositiva. Tante le esperienze che troviamo nel suo curriculum, dal festival di Castrocaro alla collaborazione con Jo Amoruso per il festival di Sanremo del 2008.

Ma lei, tra le tappe più significative del suo percorso, ama ricordare l’incontro con l’amico, nonché autore de Il Fantastico monde delle pescherie, Egidio Lofrano: «Ha dato il primo vero impulso alla mia creatività. Eravamo nella capitale tra il 2004 e il 2006». «Lo swing di Caputo ha fatto da colonna sonora a tanti momenti goliardici della mia vita e a tante nottate passate a bere e a chiacchierare con gli amici più cari» confida infine la vocalist, che è profondamente soddisfatta della collaborazione con il cantautore romano per il suo nuovo album. Ma è orgogliosa anche delle precedenti sinergie: «Mi riempiono di gioia le note di copertina di Tiziana Ghiglioni e del Maestro Fausto Mesolella, mai abbastanza ricordato, sul precedente Storie d’amore non troppo riuscite».