Quell’amore di Frida che infranse i tabù del secolo

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imageFino al 21 Gennaio all’OFF/OFF Theatre di Roma, nella storica via Giulia, va in scena Un Mondo Raro, spettacolo concerto che merita di essere vissuto e “visto con il cuore” al ritmo dei suoi protagonisti, che “servono” la scena mettendoci quell’umiltà che solo chi ha vera arte nel corpo sa trasmettere.

Fabrizio Cammarata e Antonio Di Martino sono accompagnati dalle loro chitarre e dallo “spirito”di un’autentica icona della musica senza confini: Chavela Vargas, musica ranchera, accenni di rumba, nenie che idealmente riescono a mescolarsi con suoni tradizionali e moderni che partono da un’isola oltre oceano, esprimendo quell’abbraccio sussurrato di un amore consumato con Frida Kahlo. Si animano, con sorpresa compiaciuta dello spettatore, attraverso vere e proprie sculture viventi, evidenti opere artigiane “contemporaneizzate” della Sicilia dei carretti dipinti e dei Pupi, questi ultimi mossi con tenera intenzione come in una danza d’azione, nel pieno rispetto della metafora del viaggio di esistenze passate e recenti, connessioni di biografie che s’incrociano.

image_1Le anime Di Chavela e degli altri, interpretate dai Pupi, nascono dai bagagli di vita di Cammarata e Di Martino, che tra un canto ed una melodia narrano con spontaneo accento siciliano storie lontane per tempo e chilometri: gli stessi che li condurranno dalla sciamana Chavela Vargas, mito che hanno in comune con il regista Pedro Almodovar. La musica si eleva e fa da traino ad i testi che colpiscono per la caducità del messaggio inteso come fine,Laddove il ricorrente 2 novembre rimembra insieme alla sostanza dei contenuti narrativi il tema della morte che viene accolta come ristoro trascendete.

Chavela rappresenta con forza la personalità di un’artista che pian piano si isola e diviene isola di un mondo sordo senza musica, o meglio: si rifugia in cantina. Chavela Vargas interpreta il Messico così come i paesi del sud America, Cuba come tutti i sud del mondo, dove colori e note riscaldano le idee ben riuscite come lo spettacolo Un mondo Raro, destinato solo a migliorare nella messinscena (in un abbraccio sempre più stretto tra narrazione e musica) già comunque resa bene nell’insieme, rendendo giustizia al teatro con l’anima.