La Pergola di Firenze: un cartellone 2024-25 sempre al centro d’Europa

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La Fondazione Teatro della Toscana è oggi un Teatro europeo policentrico che affianca all’attività produttiva quella di diffusione, divulgazione e trasmissione dello strumento teatro e del fatto teatrale. Un percorso di primaria grandezza, nella continua tensione ideale tra arte e impegno civile, tra attenzione rivolta all’individuo e riflessione sulla collettività.

L’identità di Teatro Europeo ha unito e unisce la Fondazione con artisti e istituzioni che condividono metodi e valori quali Giovani, Europa, Lingua, come il Théâtre de la Ville di Parigi nel comune progetto L’Attrice e l’Attore Europei volto alla costruzione di una figura di performer capace di superare confini e barriere linguistiche e di inserirsi in cast multinazionali, aperto anche alla collaborazione con il continente africano. Ne sono un esempio le coproduzioni internazionali PESSOA – Since I’ve been me di Robert Wilson, Ionesco Suite di Emmanuel Demarcy-Mota, Les Fantômes de Naples per il Louvre di Parigi, che vedono il coinvolgimento di attori e maestranze della Fondazione e il cui impulso si deve a Emmanuel Demarcy-Mota che il Teatro della Toscana ringrazia per essere di continua ispirazione nella creazione del nuovo teatro.

Il deus ex machina di questo progetto importante è Marco Giorgetti, Direttore generale del Teatro della Toscana che afferma: «Questo è il tempo della consapevolezza di quello che siamo, della tenuta e della continuità di una struttura unica in Italia per conformazione, articolazione, attività, per garantire ogni possibile futuro in ogni possibile assetto”

Il direttore Giorgetti ci tiene a sottolineare la forza simbolica che assume l’immagine dello spettacolo Wilson / Pessoa che oggi collega idealmente il Teatro della Toscana e il Théâtre de la Ville in una fratellanza piena di senso.

Un viaggio forte dei numeri realizzati. Ogni anno la Fondazione è stata riconosciuta dal Ministero della Cultura, con il massimo incremento del contributo, e dal pubblico, con ricavi in crescita.

Il contributo ministeriale è aumentato da 1.525.149 € nel 2020 a 1.605.066 € nel 2021 a 1.765.573 € nel 2022 a 1.889.163 € nel 2023, con l’auspicio di raggiungere i 2.000.000 € nel 2024.

Le giornate recitative sono aumentate da 318 nel 2020-2021 a 390 nel 2022 a 450 nel 2023, e si attesteranno su 500 nel 2024.

Gli spettatori sono aumentati da 35mila nel 2020-2021 a 152.080 nel 2022 a 177mila nel 2023 a 185mila nel 2024.

Le giornate lavorative sono passate da 23.534 nel 2020 a 23.320 nel 2021 a 28mila nel 2022 a 30.500 nel 2023 a 30.000 nel 2024.

È la fotografia di una struttura che crea lavoro e impiega per oltre il 50% giovani al di sotto dei 35 anni in ogni ambito della sua attività.

In riferimento alla prossima stagione della Pergola 2024-25, le opere in programma sono scelte per il loro valore creativo e per la capacità di dialogare con temi e questioni attuali, contribuendo a formare un mosaico di stili, visioni e poetiche che rispecchino le tante anime e le diverse sensibilità del pubblico.

Il panorama è quello del miglior teatro italiano e internazionale.

Su questa linea, il primo spettacolo dal 4 al 6 ottobre che prelude all’apertura è rappresentato dal De profundis di Wilde, l’opera che permette di riconoscere l’uomo e lo scrittore, affrontata da un Maestro, Glauco Mauri, che ha legato il suo nome alla Pergola come Casa della Poesia, in un allestimento particolare con il pubblico accolto direttamente sul palcoscenico. È dedicato a una grande attrice come Eleonora Duse, nel centenario della morte, lo spettacolo in collaborazione con il Lyceum Club Internazionale di Firenze, accompagnato anche da una mostra, con Susanna Marcomeni per la regia di Antonio Frazzi.

La Pergola apre e chiude nel segno di Eduardo, celebrando il quarantesimo anniversario dalla sua scomparsa con, in apertura, Ditegli sempre di sì con i giovani Mario Autore, Anna Ferraioli Ravel, Domenico Pinelli, quest’ultimo anche regista e, in chiusura, con Emmanuel De-Marcy Mota, che mette in scena con la troupe del Théâtre de la Ville La grande magia, una visione francese del testo di De Filippo che debutta in Italia nell’ambito del partenariato tra Firenze e Parigi, nel quadro degli Chantiers d’Europe. Nell’ambito dei rapporti tra la Pergola e Onassis Stegi di Atene, Euripides Laskaridis torna dopo Elenit a presentare con Lapis Lazuli un suo nuovo mondo accattivante, fiabesco ed enigmatico.

Sonia Bergamasco nella Locandiera di Goldoni diretta da Antonio Latella, Toni Servillo in Tre modi per non morire di Montesano, Stefano Massini nel suo Mein Kampf da Hitler, Filippo Timi nel suo Amleto da Shakespeare, Manuel Agnelli in Lazarus di Bowie e Walsh diretto da Valter Malosti, Alessandro Benvenuti con Falstaff a Windsor di Chiti da Shakespeare, Alessandro Preziosi e Nando Paone in Aspettando Re Lear di Mattei da Shakespeare e Beckett, interpretano opere polifoniche di straordinaria efficacia, drammaturgie contemporanee che affrontano classici universali.

Gabriele Lavia e Federica Di Martino in Lungo viaggio verso la notte di O’Neill, Renato Carpentieri in Sarabanda di Bergman diretto da Roberto Andò, Franco Branciaroli in Sior Todero Brontolon di Goldoni diretto da Paolo Valerio, Mariangela D’Abbraccio nello Zoo di vetro di Williams diretta da Pier Luigi Pizzi, Luca Barbareschi in November di Mamet diretto da Chiara Noschese, sono grandi interpreti per grandi testi, attraverso cui la Pergola diventa uno spazio di dialogo, in perfetto equilibrio tra tradizione e innovazione.

Michele Placido nel suo Pirandello – Trilogia di un visionarioGeppy Gleijeses nel Fu Mattia Pascal di Pirandello diretto da Marco Tullio Giordana, Neri Marcorè nella Buona novella da De André diretto da Giorgio Gallione, Massimo Dapporto, Fabio Troiano in Pirandello pulp di Erba diretti da Gioele Dix, Enrico Guarneri, Nadia De Luca nella Storia di una Capinera di Verga diretti da Guglielmo Ferro e, nel Saloncino ‘Paolo Poli’, gli Amori rubati di Dacia Maraini e Federica Di Martino, Edoardo Sylos Labini negli Inimitabili di Crespi, al debutto il 19 giugno in Senato, nel Cortile di Sant’Ivo alla Sapienza, rappresentano la valorizzazione del repertorio italiano in chiave moderna.

Rocco Papaleo nell’Ispettore generale di Gogol diretto da Leo Muscato, Flavio Insinna, Giulia Fiume in Gente di facili costumi di Marino e Manfredi diretti da Luca Manfredi, Magnifica Presenza di Ferzan Ozpetek, Francesco Pannofino in Chi è io? di Angelo Longoni, anche attraverso il riso e la comicità, parlano in modo diretto con il pubblico.

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