L’importanza di chiamarsi…Wilde: a Milano una “commedia frivola per gente seria”

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L’importanza di chiamarsi ErnestoDopo le fortunate repliche di Atti osceni delle settimane scorse, la premiata ditta Bruni/Frongia torna su Wilde con la “commedia frivola per gente seria” per eccellenza: L’importanza di chiamarsi Ernesto, fino al 10 dicembre all’Elfo Puccini, giocando in modo leggero e complice con l’impianto letterario, accarezzandone i sottintesi, le digressioni, e le traduzioni della prima vera opera queer del genio irlandese presentata per la prima volta a Londra nel 1895 pochi mesi della condanna a due anni di carcere per indecenza e omosessualità, che ne segnerà il declino non solo artistico fino alla morte cinque anni più tardi.

Un valzer degli equivoci attorno ad Algernon, Jack e al loro alter ego Ernest – che in inglese si pronuncia allo stesso modo di “earnest”, cioè “onesto”, “serio”, “affidabile” -, che fuggono dagli orrori della società vittoriana rovesciandone i connotati e le moralità su un palcoscenico lindo e bianchissimo in cui risaltano i colori accesi dei costumi di Saverio Assumma e la perfezione dei tempi comici di un cast collaudato che di Wilde ha capito l’antifona, sotto la mano di una regia esperta che ormai dirige ad occhi chiusi.

Tre atti che scorrono via leggeri in un’unica continua stilettata contro la superficialità della borghesia inglese del tempo, grazie ad una messinscena perfetta che rende merito al lavoro sull’autore, visto in questi mesi all’Elfo e che culminerà il 3 dicembre con le rappresentazioni in successione de L’importanza di chiamarsi Ernesto, de Il fantasma di Canterville e di Atti Osceni – I tre processi di Oscar Wilde.

Nel cast un’Ida Marinelli in forma smagliante che veste i panni di Lady Bracknell, Giuseppe Lanino quelli di John Worthing, Riccardo Buffonini quelli di Algernon Moncrieff; Elena Russo è Gwendolen e Camilla Violante Scheller la giovane Cecily, Luca Toracca veste la tonaca del reverendo innamorato Chasuble, Cinzia Spanò è Miss Prism e Nicola Stravalaci il maggiordomo e cameriere sia in città sia in campagna.