La commedia agrodolce di Francesco Brandi scuote il Franco Parenti

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Buon anno ragazzi_ph Francesco BozzoInsegnante, scrittore, marito, padre. Giacomo è un po’ tutto e un po’ niente. Perennemente precario, vende due copie l’anno e la moglie, aspirante attrice, lo pianta in asso con una figlia piccola per cercare fortuna in una compagnia itinerante. E fin lì, tutto bene. Almeno fino alla notte di Capodanno, quando faranno irruzione in casa sua, nell’ordine: una madre cinica, un padre fedifrago, un amico tranviere strafatto e, dopo mesi d’assenza, la moglie. Tutti, non propriamente in pace.

Al Teatro Franco Parenti fino al 19 ottobre, sono la penna di Francesco Brandi e l’estro visivo di Raphael Tobia Vogel a tenere alto il tasso del divertimento con la commedia amara Buon anno, ragazzi, dopo il successo della scorsa stagione di Per strada, che mescola l’agrodolce della critica sociale allo sgretolarsi nemmeno troppo accennato della catarsi borghese che lascia sola al mondo, pagandole comunque l’affitto, una generazione fin troppo mediocre che almeno sembrerebbe averne capito l’essenza: «Quando eravamo al liceo, io ero bravo a scrivere e tu a recitare, ma una volta finito ci siamo resi conto che non tutti erano analfabeti e inespressivi come i nostri compagni di scuola».

Tutto qui, nella sincerità di un’affermazione banale che poggia le basi su un narcisismo immotivato che il testo si dipana fra sorrisi e riflessioni. Francesco Brandi sceglie la strada che meglio conosce, quella della sensibilità, per raccontare il fallimento (annunciato) di una generazione che ancora continua a perseverare.