Roberta Di Mario, musica da ascoltare e…guardare

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ilgiornaleoffSi chiama “Illegacy” il nuovo album di Roberta Di Mario, dal 13 ottobre nei negozi e nei digital store. Un progetto raffinato, intimo e potente al tempo stesso, in grado di trasportare chi ascolta in un luogo onirico ed evocativo. «E’ il mio viaggio verso casa, il mio ritorno alla musica strumentale e pianistica» commenta la pianista e compositrice.

Pieno di stati d’animo diversi, di grandi emozioni, questo lavoro non è soltanto acustico, ma anche visuale. «Nasce dalla voglia di scrivere per il cinema; e infatti “Illegacy” non sono solo dieci canzoni, ma anche dieci videoclip (di cui cinque già in rete), per proiettare l’ascoltatore in un mondo cinematografico di bianco, nero, colore» dice l’artista, che aggiunge: «Lo reputo, ad oggi, il mio progetto più centrato, con più Roberta Di Mario dentro, finalmente e pienamente».

Elegante e appassionata, Roberta vive da sempre per la musica e considera il pianoforte il suo inseparabile compagno di viaggio. «Ho iniziato a suonare il piano a cinque anni, non andavo ancora a scuola, ho imparato prima le note delle lettere dell’alfabeto. Questo strumento è l’estensione del mio essere, una macchina straordinaria che porta lontano, verso mete inaspettate» racconta.

Dopo il diploma al Conservatorio di Parma con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore, inizia giovanissima l’attività concertistica e vince concorsi nazionali ed internazionali. Si avvicina, poi, alla scrittura ed al canto con altrettanto successo: «E’ stato un percorso molto naturale, arrivato non prestissimo però, dopo la nascita di mio figlio. C’è stato un momento in cui avevo bisogno di aggiungere voce e parole alla mia musica e continuare a creare e scrivere».

Roberta non si è mai sottratta dal lanciarsi in nuove avventure e rischiare tra i tasti bianchi e neri, avvicinando il suo suono, dolcissimo e violento, al mondo del teatro, del musical, del jazz, swing, pop, contemporaneo, ambient e soundtrack.«Amo sperimentare e scoprirmi, a volte perdendomi per poi ritrovarmi. Così ho viaggiato in universi sonori differenti, abituando l’orecchio a sonorità diverse, che mi hanno portato a nuovi modi di scrittura».

Durante la sua carriera ha ottenuto diversi premi e riconoscimenti: nel 2012 ha conquistato il premio Sisme come miglior interpretazione al Festival di Musicultura, il Premio Varigotti ed è stata finalista al Premio Bindi, mentre nel 2014 si è aggiudicata la vittoria per la miglior canzone ai Parma Music Awards. Il 2014 è anche l’anno dell’esperienza “Hands”, soundtrack della Di Mario per il docufilm “Vivere il mondo di Botero”, suonata in occasione della mostra internazionale di Botero in Italia e Giappone, di cui dice: «E’ stato un lavoro a quattro mani tra me e le immagini, è stato molto emozionante».

A New York in occasione del “Meet the new Italian Music Artist in NY”, lei che con la sua musica ha girato il mondo, a proposito della difficoltà per gli artisti emergenti di farsi strada afferma: «E’ piuttosto complicato, almeno nel nostro paese, ma gli anni e la maturità mi hanno insegnato che la determinazione e la passione fanno tutta la differenza del mondo e che lavorare di ciò che ami è già un grandissimo traguardo».

Durante il suo percorso, Roberta ha anche aperto i concerti di Roberto Vecchioni, Dionne Warwick, Mario Venuti, Toquinho, Roby Facchinetti, Sagi Rei. Ed ora confida di pensare a nuove collaborazioni: «Se valgono i sogni, quelli grandi, direi che vorrei lavorare con Sting e Sakamoto. Ma mi potrei accontentare di Jovanotti!».