Ida Budetta, dipinti tra ironia, sogno, realtà e meraviglia

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ARTE_FOTO 2La pittura di Ida Budetta è inafferrabile e senza tempo, ma attenzione: non è fuori dal tempo. C’è sempre un “doppio codice” per un’opera, Umberto Eco docet, una lettura del riferimento diretto e una lettura del riferimento indiretto (nascosto ma non troppo). Lettura immediata: i personaggi di Ida Budetta sono senza sesso come angeli e il loro vestiario bizzarro galoppa nei secoli, mentre prospettive e proporzioni sbeffeggiano la regola piegandosi in distorsioni fortemente volute. Lettura “nascosta”: lo scacchiere della vita e il vaso di Pandora delle afflizioni umane, espresse col linguaggio dell’ironia.

La Pop Art nascondeva un aspetto tragico; la produzione d’arte di Ida Budetta,ARTE_FOTO 3 che di suo ha il perturbante come un sogno nel sogno, testimonia che anche qui quel che vedi non è come sembra. Bisogna guardare lontano, nei suoi quadri: come per uno spettacolo di magia, fermarsi a quel che è vicino non basta. I suoi compagni di viaggio sono certi olandesi del Seicento (una scacchiera marmorea a pavimento che troviamo in varie opere, come Il grande filatore delle menti, non può non far riandare col pensiero a Vermeer), ma oltre ai riferimenti illustri c’è di più: il carattere bizzarro, ironico e onirico dei quadri di Ida Budetta è sempre fedele al presente. Se, come diceva Marshall McLuhan, “il medium è il messaggio”, allora non ci dobbiamo fermare al contenuto visuale, ma dobbiamo andare un po’ più in là, per scoprire in questa sua pittura inafferrabile i temi reali che ci riguardano tutti, la violenza, la malvagità, la malafede, l’incomunicabilità e l’ortopedia del “diverso”, come nell’opera intitolata E’ severamente vietato uscire dai Cantieri Follia, denuncia delle omissioni post legge Basaglia sul disagio mentale. www.idabudetta.it