Il dramma rivoluzionario: i “Sei personaggi” secondo Lavia

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Sei personaggi in cerca d’autore è del 1921. Il dramma determinò una vera e propria frattura del teatro com’era inteso tradizionalmente e dopo l’avvento di questo testo se ne dovrà fatalmente tenere conto in futuro. Il teatro stava perdendo la natura, l’istinto, la spontaneità in nome di una saturazione tecnica di maniera. Pirandello ci dice che l’arte è un abbozzo, una visione e questi personaggi escono dallo stato di creazione della fantasia del loro autore che poi li volle scacciare e cercano un palcoscenico da calcare. L’invenzione massima di queste apparizioni è l’ingresso di Madama Pace, padrona della casa equivoca che parla un curioso e indecifrabile esperanto italo-spagnolo. Tante le edizioni gloriose: la Compagnia dei giovani De Lullo/Falk, Patroni Griffi, Carlo Cecchi, Luca Ronconi, Giulio Bosetti.

Ora Gabriele Lavia ripete ogni sera con dei giovani interpreti questa grande e originale avventura teatrale. La Compagnia di attori che in un teatro semivuoto prova il Giuoco delle parti fa pensare al film muto The Artist: loro intendono il mestiere, la tecnica, l’esibizione, i personaggi invece reclamano la vita. L’allestimento visto all’Eliseo è una festa degli occhi: costumi d’antán con sfumature di grigi armoniosi (Andrea Viotti) contrastano con luci intense e moderne: filtri cioccolato, verde, crèmisi, viola, blu notte. I separé futuristi e gli specchi littori sono di Alessandro Camera. La voce delle didascalie risuona in sala, i movimenti di scena sono corali, ordinati, all’unisono, scanditi dalle note di Giordano Corapi. Il Padre (Gabriele Lavia) è un fiume in piena, La Figliastra (Lucia Lavia) sensuale e cangiante, la Madre dolente e viscerale (Federica Di Martino), il Capocomico esagitato, buffo, col sigaro in bocca ricorda una specie di Groucho grassoccio ripreso da Otto Dix (Michele Demaria). Conoscendo il testo e avendo visto diverse edizioni, troviamo finalmente risolto il ruolo del Figlio (Andrea Macaluso) qui concreto e finalmente inquietante. Tutto esaurito