
Dalle piazze ai teatri, dalle automobili a gli interni. Carlo Mollino (1905-1973) è stato uno dei più importanti architetti e designer italiani. Dall’auditorium torinese della Rai alla camera di commercio della stessa città, al famoso “drago da passeggio”, enorme scultura in carta pieghettata e decorata da lui stesso nel 1963, agli straordinari progetti e riflessioni sull’architettura e la fotografia. Fino a un vivere davvero inimitabile, da playboy (o come diceva lui stesso: “puttaniere”), da avventuriero, da sportivo.
Fino a fine giugno all’Istituto italiano di cultura di Parigi è in proiezione Séance, il video di Yuri Ancarani che contiene l’incredibile intervista a Mollino realizzata dalla medium Albania Tomassini. Intervista col morto. Esperimento folle e perfettamente in armonia col personaggio (leggi l’articolo di Marina Valensise sul Foglio.it, sulla figura di Mollino e il film di Ancarani)
Ma le sorprese riguardo Mollino non finiscono qui. A distanza di molti anni dalla sua scomparsa, appaiono i ritratti segreti, oltre 2000 polaroid di nudo, scattate tra il 1960 e il 1973, ritrovate per caso in una cassettiera, e finalmente portate alla luce da Fulvio e Napoleone Ferrari, in Polaroids (Damiani, 50 euro).
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Ecco il lato nascosto del grande designer. Donne prima vestite e poi nude in cui lo svelamento è parte della doppia natura del femminile. C’è un po’ di Boccaccio, un po’ di malizia carnevalesca (le mascherine), c’è l’anatomia femminile. C’è la bellezza della ragazza acqua e sapone che si alza la blusa e l’amore amicale sessualizzato. C’è l’erotismo con tutto il torbido che ci va e con una irrequietezza immaginativa, sensoriale, intellettuale da moto perpetuo. Guardare per credere.













