Identità, arte e polemiche: il Festival di Ferrara risponde ai censori di turno

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Identità, arte e polemiche il Festival di Ferrara risponde ai censori di turnopubblicato dal giornalista e curatore di mostre Emanuele Beluffi.
L’EDITORIALE / Pubblichiamo l’intervento del direttore di CulturaIdentità Edoardo Sylos Labini sul Festival di Ferrara, in apertura su ilgiornaleoff.it diretto da Emanuele Beluffi Si scaldano i motori a Ferrara dove giovedì 2 luglio alle 21.30 in piazza Municipio parte il XII Festival delle Città Identitarie. Il nostro consueto viaggio dentro luoghi e personaggi che hanno dato identità alla provincia italiana anche quest’anno è preceduto dagli attacchi di politici locali che, senza nemmeno sapere come è sviluppato il programma della rassegna, alzano la solita sterile polemica per acquisire un po’ di visibilità. Questa edizione del Festival parlerà della corte rinascimentale dei d’Este che ha fatto di Ferrara la capitale culturale europea tra il XV e XVI secolo, fino ad arrivare al ‘900 quando nell’immediato Dopoguerra sono fioriti tanti importanti cineasti che hanno trasformato la città in un importante centro del Cinema. Nel percorso che va da Lucrezia Borgia a Michelangelo Antonioni e Florestano Vancini, fa scalpore (per alcuni) parlare anche di Italo Balbo. Infatti, nella prima serata dedicata ai personaggi “maledetti” della città, si approfondirà la leggenda nera che anticipò l’arrivo alla corte estense di Lucrezia Borgia, figlia illegittima di papa Alessandro VI, e la vita controversa di Balbo che da quadrumviro del Fascismo divenne eroe dei cieli con le sue trasvolate atlantiche. La cagnara sta salendo perché qualcuno accusa il Festival di fare chissà quale apologia, quando per parlare di un ferrarese così discusso è stato chiamato uno dei massimi esperti del ‘900 che dell’aviatore fascista ha scritto una biografia, Giordano Bruno Guerri. Il Presidente del Vittoriale degli Italiani ha sempre approfondito vita e gesta di personaggi della Storia scomodi senza farne dei santini; anzi, l’ha sempre fatto con una tale lucidità storica che è da tutti riconosciuto come uno degli scrittori ed intellettuali più stimati in Italia. E così sarà la sua analisi sul palco di Ferrara.

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Quindi i pretestuosi attacchi che arrivano dall’Anpi o da circoli o sigle dell’estrema sinistra fanno sorridere, perché Città Identitarie fa cultura da anni senza prendere nessuna posizione politica. Insomma, sembra che chi attacca il festival soffra di quella che ho ribattezzato “sindrome di Underground”, una sorta di paranoia schizofrenica che ricorda il famoso film di Emir Kusturica. Nella pellicola ambientata in Jugoslavia, infatti, un gruppo di partigiani comunisti rifugiatosi durante la Seconda Guerra in un bunker rimane per più di 20 anni sottoterra, senza sapere che la guerra è finita da decenni. E così, quando il gruppo esce dal bunker, si ritrova per caso su un set cinematografico dove stanno girando un film sul conflitto mondiale e, vedendo delle comparse in abiti nazisti, pensa che l’occupazione sia ancora in corso. Insomma, è proprio il caso di dire che una risata seppellirà il tutto. Grande attesa, oltre che per l’arrivo di GB Guerri, per la maratona con la lettura dei 46 canti dell’Orlando Furioso di Ludovico Ariosto interpretata dalla coppia Vanessa Gravina e Leandro Amato che apriranno la performance, seguiti dai tanti cittadini ferraresi che si stanno iscrivendo per alternarsi al leggio nella lettura dei versi del più famoso poema cavalleresco della letteratura italiana. Il Festival omaggerà anche Michelangelo Antonioni, nei 60 anni dall’uscita del suo capolavoro Blow Up, e il regista de La lunga notte del ’43, Florestano Vancini, grazie a Stefano Muroni, Alessio Di Clemente e ad un’eccellenza tutta ferrarese, la Blow Up Academy, la seconda più importante scuola di cinema dopo il Centro Experimantale di Cinecittà. Di seguito il programma completo del Festival con tutti gli altri ospiti ed artisti presenti. Ci vediamo a Ferrara per fare cultura vera e raccontare ancora una volta la nostra bella Italia, senza farci mettere il bavaglio da nessuno.
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